PROGETTO EUROPEO ERASMUS+ KA2 “FLIP&MOVIE”

Una delegazione di partenariato composta  da Osnovna Skola Bartula Kasica Zadar di Zara (Croazia), Zakladna Skola s Materskou Skolou di Kosice (Slovacchia), Daugavpils 3 Vidusskola di Daugavpils (Lettonia) , Instituto de Educacion More »

A 20 anni dal massacro di Srebrenica

A 20 anni dal massacro di Srebrenica, la strage più grave in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale, lo Europe direct Pescara insieme alla fondazione mila donna ambiente, nella settimana dal More »

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Si avvisano i gentili utenti che i nostri uffici rimarranno chiusi dal 17.10.2016 al 20.10.2016, per aggiornamento operatori. La riapertura è prevista per il giono 21.10.2016, con gli stessi orari.     More »

Sei un’organizzazione interessata ad ospitare volontari stranieri che contribuiscano alle tue normali attività portando un valore aggiunto?

Tutti gli enti con finalità mutualistica (le organizzazioni no profit, gli enti che si occupano di educazione a bambini, enti che danno supporto ad anziani o disabili, assessorati che si occupano di More »

LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI

Torna l’atteso appuntamento con la Notte Europea dei Ricercatori 2016 !!! Tanti i laboratori e gli esperimenti che lo Europe Direct Pescara sta mettendo a punto con i ricercatori dell’Università G. D’Annunzio More »

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Si avvisano i gentili utenti che i nostri uffici rimarranno chiusi dal 18.07.2016 al 01.08.2016. La riapertura è prevista per lunedì 1 agosto, con gli stessi orari. More »

EUROPE nurturing its young READERS

Europe Direct Pescara ospiterà nella mattinata del prossimo 3 giugno l’evento Internazionale conclusivo del Progetto “EUROPE nurturing its young READERS” rientrante nel Partenariato Strategico Super European Reader S.E.R. azione KA2 Erasmus + More »

Corso di Formazione accreditato per Giornalisti (6 Crediti Formativi riconosciuti dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti).

Venerdì 24 giugno 2016 dalle ore 09:30 alle ore 13:30 si terrà presso lo Europe Direct all’Aurum in Largo Gardone Riviera un corso di formazione dal titolo: “L’Europa nell’attuale fase storica: Istituzioni, More »

Il 28 maggio 2016 Europe Direct Pescara ospiterà il progetto PLEASE (Please Let Enjoy a Senior Experience) facente parte del Programma Europeo per le Piccole e Medie Imprese COSME (2014-2020), basato sulla More »

Festa dell’Europa 2016

La festa dell’Europa celebra la pace e l’unità in Europa. La data del 9 maggio rappresenta l’anniversario della storica dichiarazione di Schuman, Ministro degli Esteri francese, il quale in occasione di un More »

 

Cooperazione giudiziaria tra i governi dell’UE – Portale europeo della giustizia elettronica Informazioni sul patrocinio a spese dello Stato e sulla formazione giudiziaria, link a banche dati giuridiche nazionali, nonché a registri fallimentari e immobiliari di tutta l’UE.

https://e-justice.europa.eu/home.do?plang=it&action=home

Il portale europeo della giustizia è destinato a diventare uno sportello unico elettronico nel campo della giustizia.

Allo stadio attuale, esso vuole rendere più semplice la vita del cittadino, fornendo informazioni sui sistemi giudiziari e migliorando l’accesso alla giustizia in tutta l’UE, in 23 lingue.

 

 

 

Cittadini

Cooperazione giudiziaria tra i governi dell’UE – EUROJUST – Unità di cooperazione giudiziaria dell’UE Migliorare il coordinamento tra i paesi membri dell’UE per combattere la criminalità transfrontaliera e organizzata

Questa pagina contiene una presentazione generale sull’Eurojust, oltre a collegamenti a tutti i documenti disponibii in italiano. Per ulteriori informazioni, consultare la versione inglese del sito, oppure contattare Eurojust.

L’unita’ di cooperazione Eurojust è stata istituita con decisione 2002/187/GAI del Consiglio modificata dalla decisione 2009/426/GAI del Consiglio, del 16 dicembre 2008.

Il compito di Eurojust è essenzialmente quello di potenziare l’efficienza dell’azione delle autorità nazionali impegnate nella lotta contro gravi forme di criminalità organizzata e transnazionale, nell’ottica di favorire un rapido ed efficace perseguimento degli autori dei reati. Eurojust si propone come centro specializzato a livello giudiziario e interlocutore principale nell’adozione di misure efficaci contro la criminalità organizzata transnazionale all’interno dell’Unione europea.

Eurojust è un organismo istituito nel 2002 per sostenere e rafforzare il coordinamento e la cooperazione tra autorità nazionali nella lotta contro le forme gravi di criminalità transnazionale che interessano l’Unione europea.

Ciascuno dei 28 Stati membri designa un proprio rappresentante presso Eurojust, la cui sede si trova all’Aia. Tali rappresentanti possono essere pubblici ministeri, giudici o funzionari di polizia con pari prerogative.

I membri nazionali svolgono le attività necessarie per il conseguimento degli obiettivi di Eurojust, ossia assistere le autorità nazionali in ogni fase delle indagini e dell’esercizio dell’azione penale. Risolvono, inoltre, questioni giuridiche e problemi pratici derivanti dalle differenze tra i sistemi giuridici degli Stati membri.

I membri nazionali si possono avvalere del supporto di sostituti, assistenti o di esperti distaccati. Nel caso in cui Eurojust abbia concluso un accordo di cooperazione con uno Stato terzo, presso l’organismo possono operare i Magistrati di collegamento provenienti da tale Stato. Attualmente sono distaccati presso Eurojust Magistrati di collegamento provenienti dalla Norvegia e dagli Stati Uniti. Per converso Eurojust, grazie a recenti interventi normativi dell’UE, ha acquisito la facoltà di inviare Magistrati di collegamento in Stati terzi.

Eurojust ospita inoltre i segretariati della Rete giudiziaria europea, della rete di punti di contatto in materia di genocidio, di crimini contro l’umanità e di crimini di guerra, nonché della rete delle Squadre investigative comuni.

Eurojust si avvale del lavoro di uno staff composto da circa 260 persone che assicurano risposte rapide alle richieste di assistenza da parte delle autorità nazionali e degli organismi dell’Unione.

COSA FA EUROJUST

Eurojust tratta circa 2 000 casi all’anno e  tiene annualmente  intorno a 200 riunioni di coordinamento. Tali riunioni coinvolgono le autorità giudiziarie e investigative provenienti dagli Stati membri e, eventualmente, da Stati terzi.  Nel corso delle riunioni si risolvono problemi relativi all’attività operativa e si elaborano piani d’azione quali perquisizioni e arresti simultanei.

Le riunioni di coordinamento si concentrano su fattispecie di reato individuate come prioritarie dal Consiglio dell’Unione europea: terrorismo, traffico di stupefacenti, tratta di esseri umani, frode, corruzione, criminalità informatica, riciclaggio di denaro e altri reati connessi alla presenza di organizzazioni criminali in vari settori dell’economia.

Eurojust dispone di un certo numero di funzioni e poteri elencati nella decisione Eurojust. Tra questi, risponde alle richieste di assistenza giudiziaria provenienti dalle autorità nazionali competenti e può chiedere agli Stati membri di avviare indagini o esercitare l’azione penale con riferimento a  specifici fatti.

Può inoltre aiutare a prevenire conflitti di giurisdizione ove più di un’autorità nazionale abbia la facoltà di avviare un’indagine o esercitare l’azione penale. Eurojust agevola l’esecuzione degli strumenti internazionali di cooperazione giudiziaria, tra i quali il mandato d’arresto europeo. Fornisce, inoltre, il finanziamento e il supporto per istituire e rendere operative le Squadre investigative comuni.

I PARTNER DI EUROJUST

Il lavoro di Eurojust si basa sulla stretta collaborazione con i suoi partner. Si tratta sia di autorità nazionali sia di organismi dell’Unione europea, quali la Rete giudiziaria europea, Europol, l’OLAF (nei casi di reati a danno degli interessi finanziari dell’Unione europea), Frontex, Sitcen, CEPOL, la Rete europea di formazione giudiziaria e naturalmente ogni altro organismo competente in virtù delle disposizioni adottate nel quadro dei trattati.

Eurojust agisce per assicurare lo sviluppo di partenariati (nei quali lo scambio di informazioni tra autorità competenti è un elemento centrale) nell’ambito della lotta alla criminalità transnazionale onde ottenere livelli elevati di coordinamento e collaborazione volti a garantire uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia per tutti i cittadini dell’Unione europea.

DOCUMENTI

Relazione annuale dell’Eurojust

Quadro giuridico

Autorità di controllo comune dell’Eurojust

Cooperazione giudiziaria tra i governi dell’UE

uesta sezione contiene informazioni relative agli strumenti europei in materia civile che comprendono informazioni e comunicazioni ufficiali fornite dagli Stati membri. Inoltre, si possono individuare i giudici o le autorità competenti ai quali ci si può rivolgere nell’ambito dei suddetti strumenti.

L’elenco degli strumenti disponibili in questa sezione sarà gradualmente ampliato.

Attualmente sono contemplati i seguenti strumenti:

Rifusione “Bruxelles I” – Regolamento (UE) n. 1215/2012, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale

Decisioni in materia civile e commerciale – Regolamento Bruxelles I - Regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale

Riconoscimento reciproco delle misure di protezione – Regolamento (UE) n. 606/2013 del 12 giugno 2013, relativo al riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile

Legge applicabile al divorzio e alla separazione personale – Regolamento (UE) n. 1259/2010 del Consiglio, del 20 dicembre 2010, relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale (“regolamento Roma III”)

Mediazione – Direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale

Controversie di modesta entità - Regolamento (CE) n. 861/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’ 11 luglio 2007 , che istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità

Ingiunzione di pagamento europea - Regolamento (CE) n. 1896/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006 , che istituisce un procedimento europeo d’ingiunzione di pagamento

Obbligazioni alimentari - Regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio, del 18 dicembre 2008, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari

Titolo esecutivo europeo - Regolamento (CE) n. 805/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati

Materie matrimoniali e materie di responsabilità genitoriale - Regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000

Notificazione e comunicazione degli atti - Regolamento (CE) n. 1393/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2007 , relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale ( notificazione o comunicazione degli atti ) e che abroga il regolamento (CE) n. 1348/2000 del Consiglio

Patrocinio a spese dello stato - Direttiva 2002/8/CE del Consiglio, del 27 gennaio 2003, intesa a migliorare l’accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere attraverso la definizione di norme minime comuni relative al patrocinio a spese dello Stato in tali controversie

Assunzione delle prove - Regolamento (CE) n. 1206/2001 del Consiglio, del 28 maggio 2001, relativo alla cooperazione fra le autorità giudiziarie degli Stati membri nel settore dell’assunzione delle prove in materia civile o commerciale

Successioni - Regolamento (UE) n. 650/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012 , relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e all’accettazione e all’esecuzione degli atti pubblici in materia di successioni e alla creazione di un certificato successorio europeo

Applicare il diritto dell’UE I regolamenti e le decisioni diventano vincolanti automaticamente in tutta l’UE alla data della loro entrata in vigore. Le direttive devono essere recepite nel diritto nazionale dai paesi dell’UE. La Commissione controlla che le norme dell’UE siano applicate correttamente e nei tempi previsti e, in caso contrario, interviene.

Il diritto dell’UE e la sua applicazione

  • regolamenti e le decisioni diventano vincolanti automaticamente in tutta l’UE alla data della loro entrata in vigore
  • le direttive devono essere recepite dai paesi dell’UE nella legislazione nazionale.

Tipi di diritto dell’Unione europea

Attuazione da parte dei paesi dell’UE

Regolamenti e decisioni

Spetta alle autorità nazionali garantirne la corretta applicazione.

Direttive

Ciascuna direttiva contiene una scadenza entro la quale gli Stati membri devono recepire le nuove disposizioni nella loro legislazione nazionale e informare la Commissione in tal senso.

La Commissione assiste gli Stati membri per attuare correttamente tutte le norme dell’UE. Fornisce informazioni online, piani di attuazione, documenti di orientamento e organizza riunioni tenute da gruppi di esperti.

Misure nazionali di attuazione — come trovarle in EUR-Lex

Sorveglianza da parte della Commissione

La Commissione ha la responsabilità di garantire che tutti gli Stati membri applichino correttamente il diritto dell’UE. In tal senso la Commissione è definita “custode dei trattati”.

La Commissione adotta provvedimenti se un paese dell’UE:

  • non recepisce integralmente una direttiva nel diritto nazionale entro il termine stabilito
  • non ha applicato correttamente il diritto dell’UE

Monitorare l’attuazione delle direttive dell’UE

Legiferare meglio: come e perché

Se un paese non applica il diritto dell’UE

Se le autorità nazionali non attuano correttamente le disposizioni legislative dell’UE, la Commissione cerca di trovare innanzi tutto una soluzione collaborando con il paese in questione.

Se i tentativi non danno frutti, può avviare un procedimento formale di infrazione contro il paese interessato. Se la questione non è ancora risolta, può deferire il caso alla Corte di giustizia europea.

Procedura di infrazione

Se ritenete che le autorità nazionali di un determinato paese non abbiano rispettato i vostri diritti sanciti dal diritto dell’UE, dovete affrontare la questione con l’organismo competente dello Stato membro, ad es. un mediatore (ombudsman) o un tribunale locale.

È inoltre possibile presentare una denuncia presso la Commissione. Sebbene non possa risolvere casi individuali, se la Commissione ritiene giustificato il ricorso, seguirà la questione con l’autorità nazionale.

Presentare una denuncia

DOVE LAVORARE E STUDIARE NEL MONDO TPI pubblica in collaborazione con il portale del lavoro giovanile Scambieuropei le ultime offerte di stage e tirocini nei paesi dell’Unione Europea

TPI pubblica in collaborazione con il portale del lavoro giovanile Scambieuropei le ultime offerte di stage e tirocini nei paesi dell’Unione Europea e non solo. Scopri tutte le opportunità per partire:

- SELFIEmployment: progetto di finanziamento per giovani aspiranti imprenditori

 - Stage in giornalismo e comunicazione presso la stazione radio europea EuradioNantes

- Crea4Dev: Corso Online Gratuito con le Nazioni Unite

- Consigli utili per insegnare l’italiano all’estero

- Seminari formativi online gratuiti per tutti gli italiani

- I migliori corsi di tedesco online gratis (e non), per imparare il tedesco da casa

- Lavoro per italiani madrelingua a Sofia (Bulgaria) in Customer Care

- Stage di 6 mesi per WWF Francia a Parigi

- I migliori corsi di francese online gratis (e non), per imparare il francese da casa

- Lavoro in lingua Italiana con Amazon a Bratislava (Slovacchia)

- WorkAway: lavoro all’estero in cambio di vitto e alloggio

- Woofing viaggiare lavorando in fattorie biologiche in tutto il mondo con vitto e alloggio gratuiti

- ONU JPO Programme: Lavoro nelle organizzazioni internazionali per giovani italiani

- Borse di studio Fulbright per gli Stati Uniti destinate ad italiani

- Lavoro a Ginevra come EU Project Assistant con il CERN

- 15 Borse di studio per italiani in Polonia per corsi di lingua e cultura Polacca di 1 mese

- Stage a Dublino nel turismo e marketing con rimborso spese

- Stage a Parigi per studenti universitari con Europa Cinemas da Gennaio 2017

- Premi di laurea a tema cultura del viaggio. In palio 3 viaggi

- Stage a Bruxelles nel servizio clienti per 4 mesi

La Commissione dà l’avvio alla coalizione per le competenze e le occupazioni digitali per aiutare i cittadini europei nella loro carriera e nella loro vita quotidiana

La Commissione dà l’avvio alla coalizione per le competenze e le occupazioni digitali in collaborazione con gli Stati membri, le imprese, le parti sociali, le ONG e gli operatori del settore dell’istruzione, al fine di soddisfare la forte domanda in Europa di competenze digitali, diventate essenziali nel mercato del lavoro e nella società attuali.

idee che escono da testa
La coalizione per le competenze e le occupazioni digitali è una delle dieci grandi iniziative proposte dalla Commissione nell’ambito dell’agenda per le nuove competenze per l’Europa, presentata nel giugno di quest’anno. Oggi, una serie di partner, tra cui oltre 30 organizzazioni e gruppi quali European Digital SME Alliance, ESRI, SAP ECDL e Google, si impegnano a ridurre ulteriormente il deficit in materia di competenze digitali nell’ambito della coalizione per le competenze e le occupazioni digitali. La Commissione invita altre parti interessate a partecipare alla coalizione e ad aderire alla sua carta. I membri della coalizione si impegnano a ridurre il deficit di competenze a tutti i livelli, dalle competenze specialistiche TIC di alto livello alle competenze necessarie a tutti i cittadini europei per vivere, lavorare e partecipare a un’economia e una società digitali. È fondamentale che l’industria europea continui ad essere competitiva di fronte ai rapidi progressi dei suoi concorrenti e che in Europa nessuno sia escluso dalla società nell’era digitale.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “Permettere a un maggior numero di persone di sviluppare competenze digitali significa offrire loro un biglietto per l’economia digitale. Non possiamo costruire il mercato unico digitale in Europa senza rimediare alle lacune nelle competenze digitali. Il lancio della coalizione per le competenze e le occupazioni digitali rappresenta un momento fondamentale del nostro impegno comune per aumentare le competenze digitali di tutti in Europa.”

Günther H. Oettinger, Commissario responsabile per l’Economia e società digitali, ha aggiunto: “La carenza di competenze digitali sta già ostacolando l’innovazione e la crescita in Europa, non solo per le imprese TIC, ma per le organizzazioni in tutti settori, pubblico e privato. Dobbiamo rimuovere questi ostacoli per far sì che i cittadini europei possano avere i posti di lavoro che meritano e che le nostre imprese abbiano accesso a un’ampia gamma di talenti digitali”.

Le competenze digitali comprendono una serie di capacità di cui i cittadini possono avere bisogno, che spaziano dalla ricerca di informazioni e dallo scambio di messaggi online alla creazione di contenuti digitali, quali le applicazioni per la codifica. L’Europa manca di personale dotato di competenze digitali sufficienti per poter occupare i posti di lavoro vacanti in tutti i settori, con la conseguenza che da qui al 2020 mancheranno fino a 750 000 professionisti qualificati nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). Tuttavia, la disoccupazione fra i giovani di età compresa tra 15 e 24 anni è pari a circa il 20% nell’UE. Più di un terzo della forza lavoro e, più in generale, circa il 45% dei cittadini europei possiede solo competenze digitali di base.

Oggi sono presenti al lancio dell’iniziativa a Bruxelles il Vicepresidente Andrus Ansip, il Commissario Oettinger e il Commissario TiborNavracsics, responsabile per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport nonché Alexander De Croo, vice primo ministro belga.

Il commissario Oettinger ha inoltre premiato i quattro vincitori dei “Digital Skills Awards” 2016.

Dei partner per migliorare le competenze digitali

La nuova coalizione si basa sul lavoro della grande coalizione per l’occupazione nel digitale, della campagna sulle competenze elettroniche per l’occupazione e sulla strategia per l’istruzione e la formazione 2020. Dal 2013, grazie alla grande coalizione, oltre 2 milioni di persone hanno potuto seguire una formazione in competenze digitali attraverso oltre 80 organizzazioni di sostegno e sono state create 13 coalizioni nazionali per le competenze digitali negli Stati membri.

Stanno per essere avviate tre nuove coalizioni nazionali nella Repubblica ceca, in Estonia e in Slovenia e altre quattro sono in corso di creazione. L’obiettivo è avere una coalizione nazionale in tutti gli Stati membri entro il 2020.

Entro il 2020 queste iniziative combinate dovrebbero consentire di:

formare 1 milione di giovani disoccupati per i posti di lavoro digitali disponibili mediante stage/tirocini, apprendistati e programmi di formazione a breve termine;
sostenere il miglioramento delle competenze e la riqualificazione della forza lavoro e, in particolare, adottare misure concrete per sostenere le PMI che devono far fronte a sfide specifiche per attirare e mantenere i talenti digitali e per riqualificare il proprio personale;
modernizzare l’istruzione e la formazione per dare a tutti gli studenti e insegnanti l’opportunità di usare strumenti e materiali digitali nelle loro attività di insegnamento e apprendimento e di sviluppare e migliorare le proprie competenze digitali;
orientare nuovamente e utilizzare i fondi disponibili per sostenere le formazioni alle competenze digitali e realizzare campagne di sensibilizzazione sull’importanza delle competenze digitali per l’occupabilità, la competitività e la partecipazione alla società.
La Commissione sosterrà il lavoro della coalizione coordinando le attività a livello dell’UE, facilitando il partenariato e sostenendo lo scambio delle migliori pratiche.

Nuova agenda per le competenze per l’Europa

L’agenda per le competenze per l’Europa definisce dieci iniziative concrete per migliorare le competenze dei cittadini e il loro adeguamento alle esigenze del mercato del lavoro, in collaborazione con gli Stati membri e le parti interessate. Tre di queste – la garanzia per le competenze (ribattezzata “percorsi di sviluppo delle competenze”), la proposta di revisione del quadro europeo delle qualifiche e il piano per la cooperazione settoriale sulle competenze – sono state adottate dalla Commissione nel giugno 2016. La proposta di revisione del quadro Europass è stata adottata nell’ottobre 2016. Il 5 dicembre 2016, Marianne Thyssen, Commissaria per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, avvierà la settimana europea delle competenze professionali. Durante questa settimana, sarà organizzata una serie di eventi a Bruxelles e negli Stati membri per migliorare l’attrattiva e l’immagine dell’istruzione e della formazione professionali. Le altre azioni nell’ambito dell’agenda europea per le competenze saranno avviate nel corso del 2017: la revisione del quadro delle competenze chiave, lo strumento di determinazione delle competenze per i cittadini di paesi terzi, l’approfondimento dell’analisi e la condivisione delle migliori pratiche per contrastare la fuga dei cervelli e una proposta per monitorare l’accesso dei laureati al mercato del lavoro .

Info:

Vincitori del premio Digital Skills Award 2016

Coalizione per le competenze e le occupazioni digitali – Programma della conferenza

Nuova agenda per le competenze per l’Europa

Strategia per il mercato unico digitale

Commissione europea – Comunicato stampa Solidarietà all’Italia: i fondi UE sosterranno il processo di ricostruzione dopo i terremoti

Bruxelles, 30 novembre 2016

La Commissione annuncia l’erogazione di una prima tranche di aiuti dell’ammontare di 30 milioni di euro a titolo del Fondo di solidarietà dell’UE e propone di finanziare totalmente le operazioni di ricostruzione nell’ambito di programmi dei fondi strutturali.

Quando la tragedia del terremoto ha scosso il cuore dell’Italia alla fine dell’agosto 2016 e nuovamente in ottobre, la Commissione europea ha manifestato piena solidarietà al popolo italiano annunciando il proprio sostegno, inizialmente per affrontare l’immediata situazione di emergenza, e in seguito per avviare la ricostruzione di concerto con le autorità nazionali.

La Commissione dà ora un concreto seguito al proprio impegno con due decisioni volte a sostenere il processo di ricostruzione e a rivitalizzare l’attività economica nelle regioni colpite tramite i fondi UE.

Il presidente Juncker ha dichiarato: “È nostro dovere di europei restare a fianco dell’Italia e dei suoi cittadini, che in questi momenti difficili stanno dando prova di un coraggio straordinario, per aiutarli a superare il prima possibile le conseguenze dei terremoti e a ricostruire completamente le aree danneggiate. La ricostruzione della bellissima basilica di San Benedetto a Norcia con l’aiuto dei fondi UE sarà un simbolo duraturo della solidarietà dell’UE e della capacità di riprendersi del popolo italiano.”

“Abbiamo espresso il nostro più sentito cordoglio al popolo italiano all’indomani di queste catastrofi e siamo passati dalle parole ai fatti continuando a rispondere alle specifiche esigenze delle comunità colpite attraverso il Fondo di solidarietà dell’UE e la politica di coesione. Resteremo a fianco dell’Italia durante tutto il processo di ricostruzione”, ha aggiunto Corina Crețu, Commissaria per la Politica regionale.

Oggi la Commissione presenta due modalità di aiuto tramite i fondi UE:

Nei prossimi sette giorni l’Italia riceverà dal FSUE un primo versamento di 30 milioni di euro, l’importo più alto che possa essere versato a titolo di anticipo. Nel frattempo la Commissione sta valutando la richiesta dell’Italia, e una volta che le autorità italiane avranno concluso la valutazione dei danni causati dal terremoto di ottobre proporrà un importo definitivo dell’aiuto per l’approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio.

  • Un tasso di cofinanziamento dell’UE fino al 100 % per le operazioni di ricostruzione in seguito a catastrofi naturali

La Commissione propone di modificare il regolamento relativo alla politica di coesione per il periodo 2014-2020 e di introdurre la possibilità di finanziare totalmente le operazioni di ricostruzione, compreso il restauro del patrimonio culturale, attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). Questa nuova proposta integrerebbe il sostegno del Fondo di solidarietà dell’UE e permetterebbe di risparmiare risorse nazionali. Nel quadro di questa misura eccezionale, le operazioni di ricostruzione potrebbero essere finanziate direttamente subito dopo una catastrofe. La proposta deve ora ricevere il sostegno del Parlamento europeo e del Consiglio.

Contesto

Subito dopo i terremoti del 24 agosto e del 27 ottobre la Commissione ha offerto assistenza a breve termine attraverso il servizio dell’UE di gestione delle emergenze Copernicus. Si è anche dichiarata pronta a fornire assistenza a lungo termine, in particolare attraverso i fondi UE.

Il 16 novembre la Commissione ha ricevuto la domanda di assistenza del FSUE presentata dall’Italia e si è impegnata a trattarla il più velocemente possibile. Dalla creazione del FSUE nel 2002, l’Italia ne è stata la maggiore beneficiaria, con 1,3 miliardi di euro mobilitati.

La Commissione ora propone di modificare l’articolo 120 del regolamento relativo alla politica di coesione per il periodo 2014-2020 e di introdurre la possibilità di un asse prioritario separato con un tasso di cofinanziamento dell’UE fino al 100 % nei programmi della politica di coesione, per finanziare operazioni in risposta a catastrofi gravi o regionali quali definite nel regolamento FSUE.

Oltre alla possibilità di modificare i programmi della politica di coesione per reindirizzare parti dei finanziamenti a interventi post-terremoto, la Commissione è anche disponibile a mobilitare le competenze tecniche e gli strumenti del Centro comune di ricerca, che può fornire, per esempio, servizi di scansione e mappatura laser 3D per i progetti di ricostruzione.

Una volta terminate le consultazioni con le autorità nazionali la Commissione annuncerà infine come saranno investiti i fondi extra della politica di coesione che l’Italia riceverà, per un ammontare di 1,6 miliardi di euro. Questo importo è il risultato del riesame delle dotazioni della politica di coesione per tenere conto degli effetti della crisi.

La Commissione ha già annunciato che sarebbe favorevole a devolvere parte dell’importo per coprire i danni causati dai terremoti, oltre a finanziare progetti volti a far fronte alla sfida della migrazione, lottare contro la disoccupazione giovanile e creare posti di lavoro e crescita mediante investimenti strategici.

Per ulteriori informazioni

I fondi strutturali e di investimento in Italia

La Commissione discute con i leader religiosi di migrazione, integrazione e valori europei

Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha ospitato la 12a riunione annuale ad alto livello con i leader religiosi di tutta Europa per discutere sul tema “Migrazione, integrazione e valori europei”. Le discussioni hanno spaziato dalle sfide poste da fenomeni quali il populismo e l’intolleranza, al ruolo essenziale dell’istruzione e della sensibilizzazione dei cittadini per migliorare l’integrazione e la coesione sociale in Europa. Riunioni ad alto livello e dibattiti di carattere operativo si svolgono periodicamente tra la Commissione europea e le chiese, le associazioni e comunità religiose e le organizzazioni filosofiche e non confessionali. Il dialogo con le chiese, le religioni, le organizzazioni filosofiche e non confessionali è stato sancito dall’Articolo 17 ( https://goo.gl/PR0RmO) del trattato di Lisbona a partire dal 2009.

Il 7 giugno 2016 la Commissione ha adottato un piano d’azione per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi comprendente una serie di azioni che riguardano non solo l’istruzione, l’occupazione e l’accesso ai servizi, ma anche la non discriminazione e l’inclusione sociale, in particolare dei giovani. Nel 2016 il programma Erasmus+eroga più di 400 milioni di euro a favore di partnership transnazionali per sviluppare approcci politici innovativi e pratiche a livello locale. Nell’ambito del programma “Europa per i cittadini 2014-2020″, la Commissione cofinanzia progetti destinati a sensibilizzare ai valori dell’UE, come la tolleranza e il rispetto reciproco, e a promuovere l’impegno a livello della società civile. Il programma “Diritti, uguaglianza e cittadinanza 2014-2020″ sostiene progetti incentrati sulla prevenzione e la lotta contro l’odio e l’intolleranza razzisti e xenofobi, nonché progetti che promuovano lo sviluppo di strumenti e pratiche volte a prevenire, monitorare e combattere i discorsi di incitamento all’odio su Internet, anche mediante l’elaborazione di contro-argomentazioni.
Per ulteriori informazioni potete consultare il seguente link.

Pmi:”Come sfruttare appieno i fondi SIE”

In linea con l’iniziativa ‘Un bilancio dell’Unione europea incentrato sui risultati’ e con il suo impegno volto a legiferare meglio, la Commissione europea, il 28 Settembre 2916, ha fatto il punto sull’attività svolta dal gruppo ad Alto Livello sulla semplificazione a favore dei beneficiari dei Fondi Strutturali e di Investimento europei (fondi SIE).

La burocrazia può costituire un deterrente per le piccole imprese e le start-up che talvolta, proprio a causa delle procedure amministrative, rinunciano alle possibilità offerte dai fondi SIE. Per questo motivo la Commissione Ue ha istituito, un anno fa, un gruppo ad Alto Livello incaricato di studiare soluzioni e facilitare l’accesso delle imprese ai fondi SIE.

Il 28 Settembre 2016 il Commissario europeo per la Politica Regionale, Corina Creţu e l’ex Vicepresidente della Commissione Ue e Presidente del gruppo ad Alto Livello, Siim Kallas, hanno preparato le principali Raccomandazioni del gruppo, spiegando in che modo contribuiranno alla riflessione sul futuro della Politica di Coesione dopo il 2020.

Le Raccomandazioni riguarderanno quattro aree:

-Procedure on line;

-Modalità semplificate di rimborso delle spese;

-Accesso più agevolo ai finanziamenti per le Pmi;

-Maggiore ricorso agli strumenti finanziari.

Per saperne di più:

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-3168_it.htm

Fonte:

Commissione europea – Rappresentanza in Italia.

L’UE rafforza l’impegno per l’istruzione ai bambini in situazioni di emergenza

La Commissione Europea ha annunciato un ulteriore incremento del suo bilancio destinato agli aiuti umanitari per progetti a sostegno dell’istruzione in situazioni di emergenza in tutto il mondo. L’aumento del bilancio negli aiuti umanitari, dal 4% del 2016 al 6% del 2017, mette la Commissione al primo posto nella media globale.

L’istruzione nelle emergenze è uno dei settori maggiormente sotto finanziati nel quadro degli aiuti umanitari a livello mondiale. Il contributo sosterrà l’accesso all’istruzione formale e non formale, comprese le competenze sociali e la formazione professionale, le attività ricreative e il supporto psicologico. I bambini, inoltre, beneficeranno di materiale scolastico e di nuovi strumenti didattici. Insegnanti e genitori verranno ugualmente supportati e potranno beneficiare della formazione. L’aiuto verrà canalizzato attraverso organizzazioni non governative (ONG), agenzie delle Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali.
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-4090_en.htm