Category Archives: Senza categoria

I 60 anni dei trattati di Roma…. ripercorriamo un pò di storia !

Sessant’anni fa, a Roma, sono state gettate le basi dell’Europa così come la conosciamo oggi e ha avuto inizio il più lungo periodo di pace della storia europea. I trattati di Roma hanno istituito un mercato comune nel quale le persone, i beni, i servizi e i capitali possono circolare liberamente e hanno creato presupposti di prosperità e stabilità per i cittadini europei.

In occasione di questo anniversario, l’Europa guarda al passato con orgoglio e al futuro con speranza. Da 60 anni costruiamo un’Unione in grado di promuovere la cooperazione pacifica, il rispetto della dignità umana, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e la solidarietà tra le nazioni e i popoli europei. Ora sta a noi progettare per l’Europa un futuro migliore e condiviso.

I padri fondatori dell’UE

Leader lungimiranti hanno ispirato la creazione dell’Unione europea in cui viviamo oggi. Senza il loro impegno e la loro motivazione non vivremmo nel clima di pace e stabilità che oggi diamo per scontato. Combattenti della resistenza o avvocati, i padri fondatori erano un gruppo eterogeneo di persone mosse dagli stessi ideali: la pace, l’unità e la prosperità in Europa. Oltre ai padri fondatori indicati di seguito, molti altri hanno ispirato il progetto europeo e lavorato instancabilmente alla sua realizzazione. Questa sezione sui padri fondatori, pertanto, è ancora in divenire.

1945 – 1959

La pace in Europa – gli albori della cooperazione

L’Unione europea viene posta in essere allo scopo di mettere fine alle guerre frequenti e sanguinose tra paesi vicini, culminate nella seconda guerra mondiale. Negli anni Cinquanta la Comunità europea del carbone e dell’acciaio comincia ad unire i paesi europei sul piano economico e politico al fine di garantire una pace duratura. I sei membri fondatori sono il Belgio, la Francia, la Germania, l’Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi. Gli anni Cinquanta sono caratterizzati dalla guerra fredda tra Est ed Ovest. Le proteste in Ungheria contro il regime comunista sono represse dai carri armati sovietici nel 1956. Nel 1957, il trattato di Roma istituisce la Comunità economica europea (CEE), o “Mercato comune”.

1960 – 1969

Un periodo di crescita economica

Gli anni ’60 sono un buon periodo per l’economia, grazie anche al fatto che i paesi dell’UE non applicano più dazi doganali agli scambi reciproci. Essi convengono inoltre il controllo comune della produzione alimentare, garantendo così il sufficiente approvvigionamento di tutta la popolazione, e ben presto si comincia addirittura a registrare un surplus di produzione agricola. Il maggio 1968 è famoso in tutto il mondo per i moti studenteschi di Parigi, molti cambiamenti nella società e nel costume sono associati alla cosiddetta “generazione del ‘68″.

1970 – 1979

Una comunità in crescita – il primo allargamento

Con l’adesione della Danimarca, dell’Irlanda e del Regno Unito il 1° gennaio 1973, il numero degli Stati membri dell’Unione europea sale a nove. Il breve ma cruento conflitto arabo-israeliano dell’ottobre 1973 scatena una crisi energetica e problemi economici in Europa. La caduta del regime di Salazar in Portogallo nel 1974 e la morte del generale Franco in Spagna nel 1975 decretano la fine delle ultime dittature di destra al potere in Europa. La politica regionale comunitaria comincia a destinare ingenti somme di denaro alla creazione di nuovi posti di lavoro e di infrastrutture nelle aree più povere. Il Parlamento europeo accresce la propria influenza nelle attività dell’UE e, nel 1979, viene eletto per la prima volta a suffragio universale. Negli anni ’70 si intensifica la lotta contro l’inquinamento. L’UE adotta le leggi a tutela dell’ambiente, introducendo per la prima volta il concetto “chi inquina paga”.

1980 – 1989

L’Europa cambia volto – la caduta del muro di Berlino

In seguito agli scioperi dei cantieri navali di Danzica, nell’estate del 1980, il sindacato polacco Solidarność ed il leader Lech Walesa diventano famosi in Europa e nel mondo. Nel 1981 la Grecia diventa il decimo Stato membro dell’UE, mentre il Portogallo e la Spagna aderiscono all’UE cinque anni dopo. Nel 1986 viene firmato l’Atto unico europeo, che pone le basi per un ampio programma di sei anni finalizzato a risolvere i problemi che ancora ostacolano la fluidità degli scambi tra gli Stati membri dell’UE e crea così il “Mercato unico”. Si produce un grande sconvolgimento politico quando, il 9 novembre 1989, viene abbattuto il muro di Berlino e, per la prima volta dopo 28 anni, si aprono le frontiere tra Germania Est e Germania Ovest. Ciò porta alla riunificazione della Germania orientale e occidentale nell’ottobre 1990.

1990 – 1999

Un’Europa senza frontiere

Con il crollo del comunismo nell’Europa centrale ed orientale i cittadini europei si sentono più vicini. Nel 1993 viene completato il mercato unico in virtù delle “quattro libertà” di circolazione di beni, servizi, persone e capitali. Gli anni Novanta sono inoltre il decennio di due importanti trattati: il trattato di Maastricht sull’Unione europea (1993) e il trattato di Amsterdam (1999). I cittadini europei si preoccupano di come proteggere l’ambiente e di come i paesi europei possano collaborare in materia di difesa e sicurezza. Nel 1995 aderiscono all’UE tre nuovi Stati membri: Austria, Finlandia e Svezia. Una piccola località del Lussemburgo dà il nome agli accordi di ‘Schengen’ che, gradualmente, consentono ai cittadini di viaggiare liberamente senza controllo dei passaporti alle frontiere. Milioni di giovani studiano all’estero con il sostegno finanziario dell’UE. Viene semplificata anche la comunicazione, in quanto sempre più cittadini utilizzano il telefono cellulare ed Internet.

2000 – 2009

Ulteriore espansione

L’euro è ora la nuova moneta per molti europei, e nel corso del decennio viene adottata da un sempre maggior numero di paesi. L’11 settembre 2001 diventa sinonimo di “guerra al terrore” in seguito al dirottamento di aerei di linea che vengono fatti schiantare su alcuni edifici di New York e Washington. I paesi dell’UE intraprendono una più stretta collaborazione per combattere la criminalità. Con l’adesione all’UE di ben 10 nuovi Stati membri nel 2004, seguiti da Bulgaria e Romania nel 2007, si ritengono definitivamente sanate le divisioni politiche tra Europa orientale e occidentale. Una crisi finanziaria colpisce l’economia mondiale nel settembre 2008. Il trattato di Lisbona viene ratificato da tutti i paesi membri prima di entrare in vigore nel 2009. Con esso l’Unione europea si dota di istituzioni moderne e metodi di lavoro più efficienti.

Dal 2010 ai giorni nostri

Un decennio difficile

La crisi economica globale colpisce duramente l’Europa. L’UE aiuta numerosi paesi ad affrontare le loro difficoltà e istituisce l’”Unione bancaria”, allo scopo di rendere il settore bancario più sicuro e affidabile. Nel 2012 l’Unione europea riceve il premio Nobel per la pace. Nel 2013 la Croazia diventa il 28º Stato membro dell’UE. I cambiamenti climatici restano in cima all’agenda e i leader concordano di ridurre le emissioni nocive. Le elezioni europee del 2014 vedono crescere il numero degli euroscettici eletti al Parlamento europeo. Si inaugura una nuova politica di sicurezza a seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia. L’estremismo religioso aumenta in Medio Oriente e in diversi paesi e regioni del mondo, provocando instabilità e guerre che spingono molti a fuggire dalle loro case e a cercare rifugio in Europa. L’UE, oltre al dilemma di come prendersi cura di loro, diventa anche l’obiettivo di diversi attacchi terroristici.

Progetto “Officine Fratti – Creative Space”

“Officine Fratti – Creative Space”: bando per giovani creativi
“Officine Fratti – Creative Space” è un progetto nell’ambito del bando nazionale “Giovani RigenerAzioni Creative”, promosso da Anci e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale. Il progetto è volto alla promozione di percorsi di rigenerazione del centro storico attraverso l’imprenditorialità giovanile e le professioni culturali e creative.
Possono partecipare alla selezione i giovani italiani di età compresa tra 18 e 35 anni, che abbiano un’idea progettuale innovativa, di qualità, sostenibile e coerente con l’ambito urbano del centro storico nel quale si trova lo spazio individuato. La partecipazione è aperta anche a coloro che svolgano o abbiano già svolto attività professionali o che siano altamente formati negli ambiti dell’industria creativa (produzione, management, comunicazione). Saranno ben accetti, tra gli altri: artigiani; professionisti nel campo della creatività (fotografi, grafici, illustratori, progettisti o altro); makers, cioè appassionati di tecnologia, educatori, pensatori, inventori, ingegneri, autori, artisti, studenti, artigiani 2.0.
Nella prima fase del progetto è prevista la selezione di massimo 30 giovani che parteciperanno a un percorso di formazione/selezione di 40 ore, al termine del quale essi dovranno presentare la propria idea progettuale.
Accederanno così alla seconda fase 8 giovani, che entreranno in Officine Fratti-Creative Space e avranno a disposizione formazione, spazi condivisi, servizi tecnici e gestionali di tutoring e mentoring, per trasformare un’idea d’impresa in un progetto imprenditoriale. Il percorso inizierà a giugno 2017 e terminerà a febbraio 2018: gli 8 selezionati usufruiranno così di 9 mesi di borsa-lavoro di 500 euro ciascuna. Al termine del periodo, essi potranno costituirsi in forma giuridica per accedere alla possibilità di utilizzare, fino a febbraio 2021, lo spazio sito a Perugia in via Fratti.
Scadenza: 3 Aprile 2017.
Per ulteriori informazioni potete consultare il seguente link.

La Commissione presenta il Libro bianco sul futuro dell’Europa

Come annunciato dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione 2016, il 1° Marzo la Commissione europea ha presentato il Libro bianco sul futuro dell’Europa, che rappresenta il suo contributo al vertice di Roma che si terrà il 25 Marzo 2017.

Mentre ci prepariamo a celebrare il 60° anniversario dell’UE, possiamo guardare indietro, a sette decenni di pace e ad un’Unione allargata di 500 milioni di cittadini che vivono liberi in una delle economie più prospere del mondo. Ma dobbiamo guardare anche avanti, alla visione che l’UE definirà per il suo futuro in 27. Il Libro bianco, che delinea le principali sfide e opportunità per l’Europa nei prossimi dieci anni, presenta cinque scenari per la possibile evoluzione dell’Unione da qui al 2025, a seconda della risposta che verrà fornita. Gli scenari, che contemplano una serie di possibilità e hanno carattere illustrativo, non si escludono a vicenda né hanno pretese di esaustività.

Il Libro bianco esamina il modo in cui l’Europa cambierà nel prossimo decennio (dall’impatto delle nuove tecnologie sulla società e l’occupazione ai dubbi sulla globalizzazione, le preoccupazioni per la sicurezza e l’ascesa del populismo) e la scelta che si troverà a fare: subire passivamente queste tendenze o guidarle e cogliere le nuove opportunità che offrono. Mentre altre parti del mondo si espandono, la popolazione e il peso economico dell’Europa diminuiscono. Entro il 2060 nemmeno uno degli Stati membri raggiungerà l’1% della popolazione mondiale, ragione pressante per restare uniti e ottenere maggiori risultati. La prosperità dell’Europa, forza globale positiva, continuerà a dipendere dalla sua apertura e dai forti legami con i partner.

Il Libro bianco segna l’inizio di un processo in cui l’UE a 27 deciderà il futuro dell’Unione. Per incoraggiare il dibattito, la Commissione europea, insieme al Parlamento europeo e agli Stati membri interessati, ospiterà una serie di dibattiti sul futuro dell’Europa che avranno luogo nelle città e nelle regioni del continente.

Per scaricare il libro libro_bianco_sul_futuro_dell_europa_it

 

 

Al via la quarta edizione del bando culturability per sostenere progetti culturali innovativi che rigenerano e danno nuova vita a spazi abbandonati

Fondazione Unipolis lancia il bando nazionale “culturability – rigenerare spazi da condividere” per sostenere progetti innovativi in ambito culturale e creativo ad alto impatto sociale, che recuperano e danno nuova vita a spazi, edifici, ex siti industriali, abbandonati o in fase di transizione.

Cultura, innovazione e coesione sociale, collaborazione, sostenibilità economica, occupazione giovanile: questi gli ingredienti che cerchiamo per riempire di creatività questi vuoti e restituirli alle comunità.

La rigenerazione e il riuso di spazi a partire dalla cultura e dalla creatività, è un tema di rilevante attualità, che sta assumendo una dimensione quantitativa e qualitativa sempre più importante. Da un lato, c’è una disponibilità crescente di spazi dovuta, oltre che alla crisi economica, ai processi di cambiamento e trasformazione dei processi produttivi, assieme all’affermarsi di una diversa concezione delle città. Numerosi sono anche i luoghi culturali che hanno perso la propria funzione originaria (teatri, cinema, musei chiusi) e necessitano di ridefinire la propria identità con forme nuove. Dall’altro lato, la crescita di spazi ibridi che presentano una vocazione culturale e creativa innovativa, diventano occasioni di socialità e di percorsi partecipativi dal basso, generano risposte nuove ai bisogni emergenti. In molte di queste iniziative, la cultura può rappresentare il punto di partenza per avviare progettualità dal forte impatto sociale, con processi di collaborazione e co-progettazione tra cittadini, organizzazioni private e istituzioni pubbliche.

Tuttavia, nonostante la crescente diffusione di queste esperienze, sono ancora molti i limiti di questa tendenza, soprattutto per le difficoltà di coordinamento, nella creazione di rapporti efficaci di partnership con il pubblico e la capacità di assicurare loro una effettiva sostenibilità economica nel tempo. È sulla base di questo insieme di valutazioni che Fondazione Unipolis, dopo la positiva esperienza del 2016, indice un nuovo bando che si propone di intercettare e supportare progetti che abbiano queste nuove modalità di fare cultura nei diversi territori del Paese.

Possono partecipare al bando:

  • organizzazioni non profit, imprese cooperative e private che operano in campo culturale ricercando un impatto sociale, con sede in Italia e un organo di gestione composto prevalentemente da giovani under 35;
  • team informali composti prevalentemente da under giovani 35,
  • reti di partenariato fra organizzazioni (il capofila deve rispettare i requisiti del punto 1, mentre i partner possono avere sede anche all’esterno, presentare una natura giuridica diversa, non rispettare il requisito anagrafico).
  • Fondazione Unipolis mette a disposizione 400 mila euro, tra contributi economici per lo sviluppo dei progetti selezionati, attività di accompagnamento per l’empowerment dei team, rimborsi spese per partecipare alle attività di supporto. Le prime 15 proposte selezionate parteciperanno a un percorso di formazione, tra questi saranno scelti i 5 progetti finalisti che riceveranno 50 mila euro ciascuno e continueranno l’attività di mentoring, pronti a… rigenerare spazi da condividere!

    A seguito della decisione della Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo che, esprimendo un apprezzamento per il progetto “culturability”, ha messo a disposizione ulteriori risorse economiche, fra i 15 finalisti, in aggiunta ai 5 progetti beneficiari del contributo di Unipolis, verranno selezionati altri 2 progetti ai quali sarà attribuita una “menzione speciale” e assegnato un contributo  di 10 mila euro ciascuno.

  • La call è aperta dal 16 febbraio al 13 aprile 2017. A questo link le informazioni su tempi e scadenze

    Per partecipare invia il tuo progetto online seguendo questa procedura:

    • collegati su www.culturability.org e vai nell’area dedicata al bando;
    • leggi con attenzione il regolamento, vai nella sezione “Form” e scegli l’opzione registrazione, inserendo nome, cognome, email, password;
    • riceverai una mail per confermare la registrazione con un link che ti rimanderà alla pagina dove potrai effettuare la procedura di login, inserendo le tue credenziali e accedendo così alla sezione “Compilazione form”;
    • compila il modulo in tutte le sue parti (fino all’invio definitivo, potrai salvare il tuo progetto in bozza e modificarlo) e, una volta terminato, scegli l’opzione “Invia il modulo”;
    • riceverai una mail di conferma con il progetto inviato.

Info: https://bando2017.culturability.org/#introduzione

Commissione Europea – Programma per l’ambiente e l’azione per il clima – LIFE+ 2014/2020

Il programma intende:

  • · contribuire al passaggio a un`economia efficiente in termini di risorse, con minori emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici, nonché al miglioramento della qualità

dell`ambiente e all`interruzione e all`inversione del processo di perdita di biodiversità, compresi il sostegno alla rete Natura 2000 e il contrasto al degrado degli ecosistemi;

  • · migliorare lo sviluppo e l`applicazione della politica ambientale e climatica dell`UE e promuovere l`integrazione e la diffusione degli obiettivi ambientali e climatici nelle altre politiche

dell`UE;

  • · sostenere maggiormente la governance a tutti i livelli in materia di ambiente e di clima, compresa una maggiore partecipazione della società civile, delle ONG e degli attori locali.

Gli obiettivi generali di LIFE+ sono perseguiti attraverso i seguenti sottoprogrammi:

I. AMBIENTE

Settori di azione prioritari:

1) Ambiente e uso efficiente delle risorse

Le priorità tematiche del sottoprogramma Ambiente sono:

a) acqua e ambiente marino

b) rifiuti

c) efficienza nell`uso delle risorse, compresi suolo e foreste- e economia verde e circolare

d) ambiente e salute, compresi le sostanze chimiche e il rumore

e) qualità dell’aria ed emissioni, compreso l`ambiente urbano

2) Natura e biodiversità

Le priorità tematiche sono:

  • · attività volte a migliorare lo stato di conservazione degli habitat e delle specie, di interesse per l`UE;
  • · attività di sostegno dei seminari biogeografici della rete Natura 2000;
  • · approcci integrati per l`attuazione dei quadri di azioni prioritarie;
  • · attività per l’attuazione della Strategia dell`UE sulla biodiversità fino al 2020.

3) Governance e informazione in materia ambientale

Le priorità tematiche sono:

  • · campagne di informazione, comunicazione e sensibilizzazione in linea con le priorità del 7° EAP – Programma d`azione per l`ambiente;
  • · attività a sostegno di sistemi e strumenti di informazione relativi all`attuazione della legislazione ambientale UE.

II. AZIONE PER IL CLIMA

Settori prioritari:

1) Mitigazione dei cambiamenti climatici al fine contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra.

2) Adattamento ai cambiamenti climatici al fine di contribuire agli sforzi finalizzati ad accrescere la resilienza ai cambiamenti climatici.

3) Governance e informazione in materia di clima, finalizzata a promuovere una migliore governance in materia di clima allargando la partecipazione dei soggetti interessati, comprese

le ONG, alle consultazioni sulle politiche e alla loro attuazione.

TIPOLOGIE DI FINANZIAMENTO PREVISTE

Le tipologie previste sono:

  • · progetti pilota: applicano una tecnica o un metodo che non è stato applicato e sperimentato prima o altrove e che offrono potenziali vantaggi ambientali o climatici rispetto alle attuali migliori

pratiche;

  • · progetti dimostrativi: mettono in pratica, sperimentano, valutano e diffondono azioni, metodologie o approcci nuovi o sconosciuti;
  • · progetti di buone pratiche: applicano tecniche, metodi e approcci adeguati, efficaci sotto il profilo economico e all’avanguardia;
  • · progetti integrati: finalizzati ad attuare su vasta scala territoriale, piani o strategie ambientali o climatici previsti dalla legislazione dell’Unione in materia ambientale o climatica;
  • · progetti di assistenza tecnica: forniscono un sostegno finanziario per aiutare i richiedenti a elaborare progetti integrati;
  • · progetti di rafforzamento delle capacità: forniscono un sostegno finanziario, al fine di permettere agli Stati Membri di partecipare in maniera più efficace a LIFE (misura destinata ai

National Contact Point);

  • · progetti preparatori: identificati dalla Commissione in cooperazione con gli Stati Membri per rispondere alle esigenze specifiche connesse allo sviluppo e all’attuazione delle

politiche e della legislazione dell’Unione in materia di ambiente o clima;

  • · progetti di informazione, sensibilizzazione e divulgazione: volti a sostenere la comunicazione, la divulgazione di informazioni e la sensibilizzazione.

Scadenza 2017

La Commissione europea comunica che la pubblicazione della Call LIFE 2017 è provvisoriamente pianificata per il giorno 28 aprile 2017. Di seguito si riporta il calendario

indicativo per l’invito a presentare proposte: (vedasi http://www.minambiente.it/pagina/call-2017)

La Tessera professionale europea compie un anno e presenta un primo positivo bilancio.

La Tessera professionale europea compie un anno e presenta un primo positivo bilancio. Secondo i dati del Dipartimento Politiche Europee (aggiornati al 10 gennaio 2017), l’Italia ha già rilasciato 161 tessere, su un totale di 553 richieste ricevute. Complessivamente, in Europa sono703 le tessere rilasciate, a fronte di 2100 richieste (dati della Commissione europea aggiornati al 31 dicembre 2016). L’Italia, nel quadro europeo, risulta tra i Paesi più attivi: prima come Stato membro di origine delle richieste della tessera, quarta come Stato membro ospitante. La Tessera infatti interessa sia i professioni-sti europei che intendono esercitare in Italia sia i professionisti italiani che intendono esercitare in un altro Paese europeo e facilita il trasferimento, anche solo temporanea-mente, dell’attività in un altro Paese dell’Unione. Attualmente, la Tessera riguarda cinque professioni: infermiere, farmacista, fisioterapista, guida alpina e agente immobiliare. Nel nostro Paese, i professionisti delsettore sanitario (infermieri, fisioterapisti e farmacisti) hanno presentato complessivamente il 70% circa delle richieste di rilascio della Tessera, rispettivamente con 143, 180 e 81 istanze. Le guide alpine da sole totalizzano 118 richieste, il 21% del totale, mentre gli agenti immobiliarihanno presentato 31 richieste, il 6% del totale. Se si guarda alla percentuale di tessere rilasciate rispetto al totale di domande per categoria professionale, sono le guide alpine a registrare la quota maggiore (70%). Le domande riguardano in gran parte la prestazione di attività temporanea e occasionale sull’arco alpino italiano. Altra categoria che può rilevare una buona quota di tessere rilasciate rispetto alle domande è quella degli agenti immobiliari (45%), mentre i professionisti del settore sanitario (infermieri, fisioterapisti e farmacisti) pur avendo presentato il maggior numero di istanze si attestano sul 17% di tessere rilasciate rispetto alle richieste, poiché quasi il 60% delle domande risultano scartate perché non corrette. Le Autorità competenti italiane hanno esaminato tutte le richieste, fornendo informazioni e assistenza operativa ai professionisti. Delle 553 richieste ricevute, oltre alle 161 già accolte, so-no 106 quelle in fase di lavorazione– accettazione della domanda, attesa documentazione, completamento della procedura di validazione – mentre286, pari al 52% circa, sono quelle che non è stato possibile accogliere perché ritirate dal professionista, rigettate, rifiutate, revocate-sospese dai valutatori nazionali, oppure chiuse per mancanza di documentazione. Nello specifico, oltre il 56% dei casi di mancato rilascio della tessera (161) è stato determinato dalla mancata presentazione nei termini previsti dei documenti richiesti, mentre il 28% delle domande (80) sono state ritirate dallo stesso professionista nel corso della procedura. In altri casi, le domande sono state rigettate, rifiutate oppure revocate o sospese dai valutatori nazionali. Una situazione che, insieme al forte interesse per la tessera professionale europea, denota quindi nel nostro Paese anche la necessità di una migliore familiarizzazione con il nuovo strumento. La Tessera ha infatti una forte componente innovativa proprio perché non è una “carta fisica” ma unaprocedura elettronica che semplifica il riconoscimento da parte delle Autorità nazionali della qualifica ottenuta dal professionista nel proprio Paese, riducendo sia i tempi che gli oneri burocratici. Ha la forma di un certificato elettronico che attesta come il professionista abbia superato ogni procedura per ottenere il riconoscimento della qualifica professionale nel Paese ospitante. La procedura di riconoscimento avviene attraverso l’IMI, il sistema di informazione del mercato interno che facilita la comunicazione tra le autorità nazionali di regolamentazione delle professioni. “La Tessera rappresenta un caso di successo europeo – spiega Diana Agosti, Capo Dipartimento Politiche Europee – e dimostra l’efficace cooperazione tra Commissione europea e Stati Membri. La Tessera favorisce una maggiore mobilità dei lavoratori all’interno del mercato unico e più mobilità significa maggiori opportunità per i cittadini europei”

Ritorno a Schengen: la Commissione propone una proroga dei controlli temporanei

 

La Commissione europea ha raccomandato al Consiglio di autorizzare gli Stati membri a mantenere per un ulteriore periodo di tre mesi i controlli temporanei attualmente in vigore presso determinate frontiere interne Schengen in Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia. Nonostante la graduale stabilizzazione della situazione e l’attuazione di una serie di misure proposte dalla Commissione per migliorare la gestione delle frontiere esterne e proteggere lo spazio Schengen, la Commissione ritiene che non siano ancora pienamente soddisfatte le condizioni della tabella di marcia “Ritorno a Schengen” che consentono di ritornare al normale funzionamento dello spazio Schengen. Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: “Sono stati fatti notevoli progressi verso l’abolizione dei controlli alle frontiere interne, che tuttavia devono essere ulteriormente consolidati. Per questo motivo la Commissione raccomanda di autorizzare gli Stati membri interessati a mantenere per altri tre mesi i controlli temporanei alle frontiere.” Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “Schengen è uno dei principali risultati dell’integrazione dell’Unione europea, ma non dobbiamo darlo per scontato. La Commissione europea è e rimane pienamente impegnata a collaborare con gli Stati membri per abolire progressivamente i controlli temporanei alle frontiere interne e tornare al più presto al normale funzionamento dello spazio Schengen, senza controlli alle frontiere interne. Purtroppo, però, l’obiettivo non è ancora stato raggiunto, anche se negli ultimi mesi abbiamo costantemente rafforzato le nostre misure per gestire la pressione migratoria senza precedenti a cui deve far fronte l’Europa. Raccomandiamo pertanto al Consiglio di autorizzare gli Stati membri a mantenere per altri tre mesi controlli temporanei limitati alle frontiere interne, a condizioni rigorose e solo come extrema ratio.” Negli ultimi mesi si sono registrati progressi significativi in termini sia di sicurezza e migliore gestione delle frontiere esterne che di riduzione della migrazione irregolare: con la nuova guardia di frontiera e costiera europea, operativa dal 6 ottobre 2016, ci stiamo dotando dei mezzi necessari per proteggere meglio le frontiere esterne dell’UE e reagire ai nuovi sviluppi. Grazie al sistema dei punti di crisi (hotspot), il tasso di registrazione e rilevamento delle impronte dei migranti che arrivano in Grecia e in Italia è ora quasi del 100%. Le future verifiche sistematiche nelle banche dati pertinenti per tutte le persone che attraversano le frontiere esterne, come proposto dalla Commissione, daranno un ulteriore con-tributo al rafforzamento delle frontiere esterne. Inoltre, la dichiarazione UE-Turchia ha portato a una netta diminuzione del nu-mero di migranti irregolari e richiedenti asilo che arrivano nell’UE. Tuttavia, un numero significativo di migranti irregolari e richiedenti asilo è ancora presente in Grecia e la situazione rimane fragile lungo la rotta dei Balcani occidentali, con un rischio potenzia-le di movimenti secondari. Inoltre, nonostante i notevoli miglioramenti nella gestione della frontiere esterne, ci vorrà più tempo perché alcune delle azioni individuate nella tabella di marcia “Ritorno a Schengen” siano pienamente realizzate e diano i risultati previsti. A partire da febbraio 2017 le operazioni della guardia di frontiera e costiera europea assisteranno la Grecia lungo la sua frontiera esterna settentrionale. La tendenza costante al conseguimento di risultati nell’attuazione della dichiarazione UE-Turchia deve essere mantenuta e la piena applicazione delle norme Dublino in Grecia deve riprendere gradualmente a partire dalla metà di marzo. Nonostante i notevoli progressi compiuti, il lavoro in corso e la situazione in loco indicano il persistere di queste circo-stanze eccezionali. La Commissione ritiene pertanto giustificato autorizzare gli Stati membri interessati, in via precauzionale e solo dopo aver vagliato misure alternative, a prorogare gli attuali controlli limitati alle frontiere interne, come misura eccezionale, per un ulteriore periodo limitato a tre mesi, nel rispetto di condizioni rigorose. Questi controlli, in particolare, devono essere mirati e limitati, in termini di portata, frequenza, ubicazione e tempi, a quanto strettamente necessario. I controlli riguardano le stesse frontiere interne oggetto della raccomandazione del Consiglio dell’11 novembre 2016: Austria: alla frontiera terrestre tra Austria e Ungheria e alla frontiera terrestre tra Austria e Slovenia; Germania: alla frontiera terrestre tra Germania e Austria; Danimarca: nei porti danesi da cui partono i collegamenti via traghetto con la Germania e alla frontiera terrestre tra Danimarca e Germania; Svezia: nei porti svedesi nella regione meridionale e occidentale di polizia e al ponte di Öresund; Norvegia: nei porti norvegesi da cui partono i collegamenti via traghetto con la Danimarca, la Germania e la Svezia. Prossime tappe Il Consiglio dovrà prendere una decisione in base a questa proposta di raccomandazione. La necessità, la frequenza, l’ubicazione e i tempi dei controlli dovrebbero continuare ad essere riesaminati ogni settimana, adeguando i controlli al livello della minaccia ed eliminandoli progressivamente ove opportuno. Gli Stati membri continueranno a riferire prontamente, su base mensile, alla Commissione sulla necessità di effettuare i controlli. La Commissione riconosce inoltre che negli ultimi anni sono emerse nuove sfide in materia di sicurezza, come dimostra il recente attentato terroristico di Berlino. In tale contesto, sebbene il quadro giuridico attuale abbia permesso di affrontare i problemi incontrati finora, la Commissione sta valutando se sia adeguato per affrontare le nuove sfide in materia di sicurezza. Contesto: Le gravi carenze nella gestione delle frontiere esterne da parte della Grecia in quel periodo e l’alto numero di migranti non registrati e richiedenti asilo presenti in Grecia che avrebbero potuto tentare di spostarsi irregolarmente in altri Stati membri avevano creato circostanze eccezionali che rappresentavano una grave minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza interna e mettevano a rischio il funzionamento generale dello spazio Schengen. Il 25 ottobre 2016 la Commissione ha proposto di autorizzare gli Stati membri a mantenere per altri tre mesi i controlli temporanei alle frontiere interne, a condizioni rigorose e con l’obbligo per gli Stati membri interessati di riferire dettagliatamente ogni mese sui risultati ottenuti . La Commissione ritiene che non siano ancora pienamente soddisfatte le condizioni della tabella di marcia “Ritorno a Schengen” che consentono di ritornare al normale funzionamento dello spazio Schengen. Il Consiglio ha adottato la proposta della Commissione l’11 novembre 2016. La proposta di raccomandazione presentata dalla Commissione non pregiudica ulteriori possibilità offerte a tutti gli Stati membri, compresi i cinque Stati membri interessati, dalle norme generali per il ripristino temporaneo del controllo alle frontiere interne qualora insorgesse un’altra grave minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza interna non collegata alle gravi carenze nella gestione della frontiera esterna.

Finanziamenti europei

Per attuare le proprie politiche l’Unione europea finanzia una molteplicità di progetti ed attività sul proprio territorio attraverso numerosi programmi che coprono un periodo di programmazione settennale.

Tuttavia quando si parla di finanziamenti europei è opportuno distinguere tra:

 finanziamenti a gestione diretta;

– finanziamenti a gestione indiretta.

I primi sono gestiti direttamente dalla Commissione europea o da Agenzie ad essa collegate e si articolano in una serie di Programmi all’interno dei quali vengono emanati dei bandi conosciuti come “inviti a presentare proposte” (call for proposals) aperti ad una molteplicità di soggetti (Enti Locali, Università, Scuole, Aziende, Associazioni, ONG, ecc).

I secondi invece, meglio conosciuti come Fondi Strutturali, attuano la politica regionale o di coesione dell’Unione europea e sono gestiti a livello nazionale e/o regionale. La politica regionale dell’Unione Europea ha come obiettivo la riduzione delle disparità esistenti fra le regioni che fanno parte dell’Unione europea attraverso la promozione della solidarietà fra i vari territori e della coesione economica e sociale per garantire maggiore competitività e scambio di “buone pratiche”.

“Libera la parola”: concorso per studenti delle scuole superiori

La Federazione nazionale della stampa italiana, in collaborazione con il Miur e il Festival dei Diritti umani, indice il concorso giornalistico “Libera la parola”, che propone agli studenti delle scuole superiori di cimentarsi con un elaborato giornalistico scritto, radiofonico, televisivo. Il migliore lavoro di ciascuna delle tre categorie sarà scelto da una giuria e pubblicato sulle testate partner del concorso. “Libera la parola” è rivolto a tutte le scuole secondarie di II grado italiane e può contare sulla partnership di grandi testate: Corriere della Sera, RaiNews24 e Radio Popolare.
Il tema da trattare è la libertà d’espressione. Per ispirarsi c’è l’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che contiene tutti gli elementi di contesto e di attualità utili alla compilazione di un elaborato giornalistico: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.
Gli elaborati dovranno pervenire attraverso l’apposita sezione sul sito www.festivaldirittiumani.it. La partecipazione è gratuita.
Scadenza: 15 Marzo 2017.
Info: http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/…/viewDet…/42363/11210

Diventa Young Leader

Hai tra i 21 e i 26 anni e ti sei impegnato in questioni legate allo #sviluppo? Condividi le tue idee e diventa uno dei prossimi #YoungLeadersEuropean Commission – DG DevCo EuropeAid ha appena lanciato #EDD17, un programma che offre l’opportunità a 16 giovani leader di partecipare al dibattito sul futuro della cooperazione internazionale allo sviluppo che si terrà a Bruxelles il 7-8 giugno 2017. Info qui ➡️ http://europa.eu/!yV76Ky