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Bando comunitario:”Invito a manifestare interesse per la creazione di un elenco di Esperti Esterni” – Chafea/Lussemburgo.

Finalità:

Scadrà il 31 Dicembre 2020 l’Invito a manifestare interesse per la creazione di un elenco di Esperti Esterni lanciato dall’Agenzia Esecutiva per i Consumatori, la Salute e la Sicurezza Alimentare (Chafea).

Di seguito la descrizione dei compiti:

-Valutazione delle proposte ricevute nell’ambito degli Inviti annuali a presentare proposte per progetti, Azioni comuni e sovvenzioni di funzionamento, presentate in conformità degli obiettivi del secondo e terzo Programma in Materia di Salute e dei criteri di selezione e aggiudicazione nell’ambito del Piano di Lavoro Annuale della Commissione e dei documenti dell’Invito;

-Monitoraggio e/o valutazione di progetti finanziati (Azioni comuni/sovvenzioni di funzionamento-Accordi diretti con Organizzazioni Internazionali);

-Valutazione delle offerte nelle procedure relative agli appalti pubblici, monitoraggio e/o valutazione della realizzazione degli appalti di servizi (in corso o già completati);

-Revisione tecnica e/o relazioni finanziarie di progetti ultimati o in corso o altre Azioni (ad esempio Azioni comuni/sovvenzioni di funzionamento-Accordi diretti con Organizzazioni Internazionali);

-Sostegno alla Chafea nella diffusione dei risultati ottenuti da Azioni co-finanziate;

-Qualsiasi altro incarico a sostegno del secondo e terzo Programma in Materia di Salute.

Per saperne di più:

Tratto da:

Link:

http://ec.europa.eu/eahc/ami/

http://ted.europa.eu/TED/browse/browseByBO.do

http://ec.europa.eu/health/programme/policy/index_en.htm

http://ec.europa.eu/eahc/

Bando nazionale:”Avviso pubblico per la realizzazione di progetti di potenziamento delle competenze di cittadinanza globale”.

Finalità:

Attraverso il seguente bando nazionale verranno stanziati 20 milioni di Euro (FSE) per lo sviluppo delle competenze trasversali, sociali e civiche degli studenti attraverso interventi esperienziali in diverse aree:

-Educazione alimentare;

-Ambiente;

-Cittadinanza economica;

-Sport;

-Civismo.

L’Avviso, emanato nell’ambito dell’Asse I (Istruzione) del Programma Operativo Nazionale ‘Per la Scuola, Competenza e Ambienti per l’Apprendimento’, si inserisce nel quadro dell’Azione 10.2.5 finalizzate allo sviluppo delle competenze trasversali, sociali e civiche, che rientrano nel più ampio concetto di promozione della cittadinanza globale, al fine di formare cittadini consapevoli e responsabili in una società moderna, connessa e interdipendente.

Beneficiari:

Potranno parteciparvi:

-Le Istituzioni Scolastiche statali del I° ciclo di istruzione (Scuole Primarie e Secondarie di Primo grado);

-Le Istituzioni Scolastiche statali del II° ciclo di istruzione (Scuole Secondarie di Secondo grado).

Le istituzioni scolastiche in cui siano presenti sedi di Scuole sia del I° ciclo, che del II° ciclo d’istruzione, come ad esempio gli Istituti omnicomprensivi o i convitti nazionali, potranno presentare due progetti, ovvero:

-Un progetto per la Scuola del I° ciclo;

-Un progetto per la scuola del II° ciclo.

È ammesso il coinvolgimento del territorio, in termini, a titolo esemplificativo, di partenariati e collaborazioni con Amministrazioni Centrali e Locali, Associazioni, Fondazioni, Enti del terzo settore, Università, Centri di Ricerca, operatori qualificati, reti già presenti a livello locale.

Scadenza:

Il termine ultimo per potervi partecipare è il 22 Maggio 2017.

Tratto da:

Link:

http://www.istruzione.it/pon/avviso_cittadinanza-globale.html

Bando nazionale:”Attivi contributi della Fondazione italiana Charlemagne”.

Finalità:

Nel corso del 2017 la Fondazione Charlemagne accoglierà esclusivamente iniziative che si svolgano nel Centro e nel Sud Italia e progetti di cooperazione internazionale.

Aree di intervento privilegiate:

-Rafforzamento del volontariato;

-Accesso all’acqua;

-Sostegno all’educazione e formazione;

-Contrasto alla povertà;

-Tutela e promozione dei diritti sociali e civili;

-Tutela della salute;

-Sviluppo socio-economico.

Beneficiari:

I contributi saranno destinati ad iniziative promosse dalle componenti del terzo settore (Ong di sviluppo, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, università, gruppi riconosciuti), percorrendo con loro un cammino di continuo confronto.

Scadenza:

Il termine ultimo per potervi partecipare è il 31 Dicembre 2017.

Per saperne di più:

Tratto da:

Link:

http://www.fondazionecharlemagne.org/modulistica.html

Bando comunitario:”Invito a presentare proposte ‘Erasmus per giovani imprenditori’ – Programma COSME”.

Finalità:

Scadrà il 7 Giugno 2017 l’Invito a presentare proposte inerenti al bando ‘Erasmus per giovani imprenditori’, reso pubblico nell’ambito del Programma COSME.

Attraverso lo stesso si procederà alla selezione di Organizzazioni intermediarie per l’implementazione dell’Erasmus per giovani imprenditori, nell’ambito del Programma COSME.

Beneficiari:

Potranno parteciparvi tutti i soggetti pubblici e privati, tra cui:

-Incubatori;

-Start-up;

-Camere di commercio;

-Centri di Formazione Superiore;

-Parchi tecnologici, etc.

Le organizzazioni intermediarie dovranno svolgere le seguenti attività:

-Promuovere il programma attraverso interventi di comunicazione e promozione rivolte a potenziali candidati;

-Gestire gli accordi e l’assistenza finanziaria;

-Preparazione dello scambio;

-Follow-up dello scambio;

-Gestione del progetto e valutazione;

-Coinvolgere gli imprenditori (giovani imprenditori e imprenditori ospitanti), prendendo in considerazione gli eventuali ostacoli alla loro partecipazione al programma;

-Valutare le candidature dei partecipanti;

-Individuare i migliori abbinamenti tra giovani imprenditori e imprenditori ospitanti;

-Networking;

-Report del progetto.

Stanziamento:

Il contributo massimo ammonterà a 500.000,00 Euro per progetto, saranno selezionate approssimativamente 12 proposte.

Tratto da:

Link:

https://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/cosme/topics/cos-eye-2017-4-01.html

Evento finalizzato alla diffusione del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Croazia 2014-2020 – Aurum 21/04/2017

Europe Direct del Comune di Pescara ospiterà il prossimo 21 aprile, presso l’Aurum, un evento finalizzato alla diffusione del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Croazia 2014-2020.

Il Programma di Cooperazione transfrontaliera INTERREG CBC “ITALIA – CROAZIA” è una delle principali novità della Programmazione Europea 2014-2020, ed è stato istituito a seguito dell’ingresso della Croazia nell’Unione, avvenuto nel luglio 2013.

L’evento sarà curato dall’AdG della Regione Veneto che presenterà il Programma Italia-Croazia e i quattro assi prioritari in cui si articola:
1. Innovazione blu;
2. Sicurezza e resilienza;
3. Ambiente e patrimonio culturale;
4. Trasporto marittimo.

La Giunta Regionale del Veneto ha deliberato il lancio dei primi due bandi del Programma Italia-Croazia che partiranno scaglionati in due date.

Il 27 marzo aprirà il bando per i progetti Standard+, ovvero quei progetti che intendono capitalizzare i risultati di iniziative progettuali finanziate nell’ambito della trascorsa programmazione, mentre il 21 aprile aprirà il bando per i progetti Standard.

Programma dei lavori

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Scarica il documento di sintesi del programmaIT-HR

PROGRAMMA DI COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA ITALIA – CROAZIA (2014-2020)

Pubblicazione del primo bando per la presentazione di proposte progettuali Il Programma di Cooperazione transfrontaliera Interreg V-A Italia-Croazia (di seguito “Programma”), presentato dagli Stati membri Italia e Croazia per il tramite dell’Autorità di Gestione (AdG), e adottato dalla Commissione europea con Decisione C(2015)9342 del 15 dicembre 2015, ha avviato le procedure necessarie alla pubblicazione del primo bando per la presentazione delle proposte progettuali da parte dei potenziali beneficiari del Programma. A tale scopo, l’AdG e Segretariato Congiunto del Programma, hanno predisposto la documentazione ufficiale necessaria all’emissione del primo pacchetto di bandi approvata dal Comitato di Sorveglianza (CdS) in data 20 Febbraio 2017, a seguito della procedura scritta n. 1/2017, e adottata dalla Giunta della Regione Veneto. Seguenti documenti sono disponibili sul sito del Programma Italia – Croazia http://www.italy-croatia.eu/call-proposal/official-documents Schede informative del Programma relativamente al primo gruppo di bandi Factsheet 1 e relativo allegato; Factsheet 2 Factsheet 3 Factsheet 5 e relativo allegato Glossario La versione di cortesia “off-line” dell’Application Form

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I 60 anni dei trattati di Roma…. ripercorriamo un pò di storia !

Sessant’anni fa, a Roma, sono state gettate le basi dell’Europa così come la conosciamo oggi e ha avuto inizio il più lungo periodo di pace della storia europea. I trattati di Roma hanno istituito un mercato comune nel quale le persone, i beni, i servizi e i capitali possono circolare liberamente e hanno creato presupposti di prosperità e stabilità per i cittadini europei.

In occasione di questo anniversario, l’Europa guarda al passato con orgoglio e al futuro con speranza. Da 60 anni costruiamo un’Unione in grado di promuovere la cooperazione pacifica, il rispetto della dignità umana, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e la solidarietà tra le nazioni e i popoli europei. Ora sta a noi progettare per l’Europa un futuro migliore e condiviso.

I padri fondatori dell’UE

Leader lungimiranti hanno ispirato la creazione dell’Unione europea in cui viviamo oggi. Senza il loro impegno e la loro motivazione non vivremmo nel clima di pace e stabilità che oggi diamo per scontato. Combattenti della resistenza o avvocati, i padri fondatori erano un gruppo eterogeneo di persone mosse dagli stessi ideali: la pace, l’unità e la prosperità in Europa. Oltre ai padri fondatori indicati di seguito, molti altri hanno ispirato il progetto europeo e lavorato instancabilmente alla sua realizzazione. Questa sezione sui padri fondatori, pertanto, è ancora in divenire.

1945 – 1959

La pace in Europa – gli albori della cooperazione

L’Unione europea viene posta in essere allo scopo di mettere fine alle guerre frequenti e sanguinose tra paesi vicini, culminate nella seconda guerra mondiale. Negli anni Cinquanta la Comunità europea del carbone e dell’acciaio comincia ad unire i paesi europei sul piano economico e politico al fine di garantire una pace duratura. I sei membri fondatori sono il Belgio, la Francia, la Germania, l’Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi. Gli anni Cinquanta sono caratterizzati dalla guerra fredda tra Est ed Ovest. Le proteste in Ungheria contro il regime comunista sono represse dai carri armati sovietici nel 1956. Nel 1957, il trattato di Roma istituisce la Comunità economica europea (CEE), o “Mercato comune”.

1960 – 1969

Un periodo di crescita economica

Gli anni ’60 sono un buon periodo per l’economia, grazie anche al fatto che i paesi dell’UE non applicano più dazi doganali agli scambi reciproci. Essi convengono inoltre il controllo comune della produzione alimentare, garantendo così il sufficiente approvvigionamento di tutta la popolazione, e ben presto si comincia addirittura a registrare un surplus di produzione agricola. Il maggio 1968 è famoso in tutto il mondo per i moti studenteschi di Parigi, molti cambiamenti nella società e nel costume sono associati alla cosiddetta “generazione del ‘68″.

1970 – 1979

Una comunità in crescita – il primo allargamento

Con l’adesione della Danimarca, dell’Irlanda e del Regno Unito il 1° gennaio 1973, il numero degli Stati membri dell’Unione europea sale a nove. Il breve ma cruento conflitto arabo-israeliano dell’ottobre 1973 scatena una crisi energetica e problemi economici in Europa. La caduta del regime di Salazar in Portogallo nel 1974 e la morte del generale Franco in Spagna nel 1975 decretano la fine delle ultime dittature di destra al potere in Europa. La politica regionale comunitaria comincia a destinare ingenti somme di denaro alla creazione di nuovi posti di lavoro e di infrastrutture nelle aree più povere. Il Parlamento europeo accresce la propria influenza nelle attività dell’UE e, nel 1979, viene eletto per la prima volta a suffragio universale. Negli anni ’70 si intensifica la lotta contro l’inquinamento. L’UE adotta le leggi a tutela dell’ambiente, introducendo per la prima volta il concetto “chi inquina paga”.

1980 – 1989

L’Europa cambia volto – la caduta del muro di Berlino

In seguito agli scioperi dei cantieri navali di Danzica, nell’estate del 1980, il sindacato polacco Solidarność ed il leader Lech Walesa diventano famosi in Europa e nel mondo. Nel 1981 la Grecia diventa il decimo Stato membro dell’UE, mentre il Portogallo e la Spagna aderiscono all’UE cinque anni dopo. Nel 1986 viene firmato l’Atto unico europeo, che pone le basi per un ampio programma di sei anni finalizzato a risolvere i problemi che ancora ostacolano la fluidità degli scambi tra gli Stati membri dell’UE e crea così il “Mercato unico”. Si produce un grande sconvolgimento politico quando, il 9 novembre 1989, viene abbattuto il muro di Berlino e, per la prima volta dopo 28 anni, si aprono le frontiere tra Germania Est e Germania Ovest. Ciò porta alla riunificazione della Germania orientale e occidentale nell’ottobre 1990.

1990 – 1999

Un’Europa senza frontiere

Con il crollo del comunismo nell’Europa centrale ed orientale i cittadini europei si sentono più vicini. Nel 1993 viene completato il mercato unico in virtù delle “quattro libertà” di circolazione di beni, servizi, persone e capitali. Gli anni Novanta sono inoltre il decennio di due importanti trattati: il trattato di Maastricht sull’Unione europea (1993) e il trattato di Amsterdam (1999). I cittadini europei si preoccupano di come proteggere l’ambiente e di come i paesi europei possano collaborare in materia di difesa e sicurezza. Nel 1995 aderiscono all’UE tre nuovi Stati membri: Austria, Finlandia e Svezia. Una piccola località del Lussemburgo dà il nome agli accordi di ‘Schengen’ che, gradualmente, consentono ai cittadini di viaggiare liberamente senza controllo dei passaporti alle frontiere. Milioni di giovani studiano all’estero con il sostegno finanziario dell’UE. Viene semplificata anche la comunicazione, in quanto sempre più cittadini utilizzano il telefono cellulare ed Internet.

2000 – 2009

Ulteriore espansione

L’euro è ora la nuova moneta per molti europei, e nel corso del decennio viene adottata da un sempre maggior numero di paesi. L’11 settembre 2001 diventa sinonimo di “guerra al terrore” in seguito al dirottamento di aerei di linea che vengono fatti schiantare su alcuni edifici di New York e Washington. I paesi dell’UE intraprendono una più stretta collaborazione per combattere la criminalità. Con l’adesione all’UE di ben 10 nuovi Stati membri nel 2004, seguiti da Bulgaria e Romania nel 2007, si ritengono definitivamente sanate le divisioni politiche tra Europa orientale e occidentale. Una crisi finanziaria colpisce l’economia mondiale nel settembre 2008. Il trattato di Lisbona viene ratificato da tutti i paesi membri prima di entrare in vigore nel 2009. Con esso l’Unione europea si dota di istituzioni moderne e metodi di lavoro più efficienti.

Dal 2010 ai giorni nostri

Un decennio difficile

La crisi economica globale colpisce duramente l’Europa. L’UE aiuta numerosi paesi ad affrontare le loro difficoltà e istituisce l’”Unione bancaria”, allo scopo di rendere il settore bancario più sicuro e affidabile. Nel 2012 l’Unione europea riceve il premio Nobel per la pace. Nel 2013 la Croazia diventa il 28º Stato membro dell’UE. I cambiamenti climatici restano in cima all’agenda e i leader concordano di ridurre le emissioni nocive. Le elezioni europee del 2014 vedono crescere il numero degli euroscettici eletti al Parlamento europeo. Si inaugura una nuova politica di sicurezza a seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia. L’estremismo religioso aumenta in Medio Oriente e in diversi paesi e regioni del mondo, provocando instabilità e guerre che spingono molti a fuggire dalle loro case e a cercare rifugio in Europa. L’UE, oltre al dilemma di come prendersi cura di loro, diventa anche l’obiettivo di diversi attacchi terroristici.

Progetto “Officine Fratti – Creative Space”

“Officine Fratti – Creative Space”: bando per giovani creativi
“Officine Fratti – Creative Space” è un progetto nell’ambito del bando nazionale “Giovani RigenerAzioni Creative”, promosso da Anci e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale. Il progetto è volto alla promozione di percorsi di rigenerazione del centro storico attraverso l’imprenditorialità giovanile e le professioni culturali e creative.
Possono partecipare alla selezione i giovani italiani di età compresa tra 18 e 35 anni, che abbiano un’idea progettuale innovativa, di qualità, sostenibile e coerente con l’ambito urbano del centro storico nel quale si trova lo spazio individuato. La partecipazione è aperta anche a coloro che svolgano o abbiano già svolto attività professionali o che siano altamente formati negli ambiti dell’industria creativa (produzione, management, comunicazione). Saranno ben accetti, tra gli altri: artigiani; professionisti nel campo della creatività (fotografi, grafici, illustratori, progettisti o altro); makers, cioè appassionati di tecnologia, educatori, pensatori, inventori, ingegneri, autori, artisti, studenti, artigiani 2.0.
Nella prima fase del progetto è prevista la selezione di massimo 30 giovani che parteciperanno a un percorso di formazione/selezione di 40 ore, al termine del quale essi dovranno presentare la propria idea progettuale.
Accederanno così alla seconda fase 8 giovani, che entreranno in Officine Fratti-Creative Space e avranno a disposizione formazione, spazi condivisi, servizi tecnici e gestionali di tutoring e mentoring, per trasformare un’idea d’impresa in un progetto imprenditoriale. Il percorso inizierà a giugno 2017 e terminerà a febbraio 2018: gli 8 selezionati usufruiranno così di 9 mesi di borsa-lavoro di 500 euro ciascuna. Al termine del periodo, essi potranno costituirsi in forma giuridica per accedere alla possibilità di utilizzare, fino a febbraio 2021, lo spazio sito a Perugia in via Fratti.
Scadenza: 3 Aprile 2017.
Per ulteriori informazioni potete consultare il seguente link.

La Commissione presenta il Libro bianco sul futuro dell’Europa

Come annunciato dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione 2016, il 1° Marzo la Commissione europea ha presentato il Libro bianco sul futuro dell’Europa, che rappresenta il suo contributo al vertice di Roma che si terrà il 25 Marzo 2017.

Mentre ci prepariamo a celebrare il 60° anniversario dell’UE, possiamo guardare indietro, a sette decenni di pace e ad un’Unione allargata di 500 milioni di cittadini che vivono liberi in una delle economie più prospere del mondo. Ma dobbiamo guardare anche avanti, alla visione che l’UE definirà per il suo futuro in 27. Il Libro bianco, che delinea le principali sfide e opportunità per l’Europa nei prossimi dieci anni, presenta cinque scenari per la possibile evoluzione dell’Unione da qui al 2025, a seconda della risposta che verrà fornita. Gli scenari, che contemplano una serie di possibilità e hanno carattere illustrativo, non si escludono a vicenda né hanno pretese di esaustività.

Il Libro bianco esamina il modo in cui l’Europa cambierà nel prossimo decennio (dall’impatto delle nuove tecnologie sulla società e l’occupazione ai dubbi sulla globalizzazione, le preoccupazioni per la sicurezza e l’ascesa del populismo) e la scelta che si troverà a fare: subire passivamente queste tendenze o guidarle e cogliere le nuove opportunità che offrono. Mentre altre parti del mondo si espandono, la popolazione e il peso economico dell’Europa diminuiscono. Entro il 2060 nemmeno uno degli Stati membri raggiungerà l’1% della popolazione mondiale, ragione pressante per restare uniti e ottenere maggiori risultati. La prosperità dell’Europa, forza globale positiva, continuerà a dipendere dalla sua apertura e dai forti legami con i partner.

Il Libro bianco segna l’inizio di un processo in cui l’UE a 27 deciderà il futuro dell’Unione. Per incoraggiare il dibattito, la Commissione europea, insieme al Parlamento europeo e agli Stati membri interessati, ospiterà una serie di dibattiti sul futuro dell’Europa che avranno luogo nelle città e nelle regioni del continente.

Per scaricare il libro libro_bianco_sul_futuro_dell_europa_it

 

 

Al via la quarta edizione del bando culturability per sostenere progetti culturali innovativi che rigenerano e danno nuova vita a spazi abbandonati

Fondazione Unipolis lancia il bando nazionale “culturability – rigenerare spazi da condividere” per sostenere progetti innovativi in ambito culturale e creativo ad alto impatto sociale, che recuperano e danno nuova vita a spazi, edifici, ex siti industriali, abbandonati o in fase di transizione.

Cultura, innovazione e coesione sociale, collaborazione, sostenibilità economica, occupazione giovanile: questi gli ingredienti che cerchiamo per riempire di creatività questi vuoti e restituirli alle comunità.

La rigenerazione e il riuso di spazi a partire dalla cultura e dalla creatività, è un tema di rilevante attualità, che sta assumendo una dimensione quantitativa e qualitativa sempre più importante. Da un lato, c’è una disponibilità crescente di spazi dovuta, oltre che alla crisi economica, ai processi di cambiamento e trasformazione dei processi produttivi, assieme all’affermarsi di una diversa concezione delle città. Numerosi sono anche i luoghi culturali che hanno perso la propria funzione originaria (teatri, cinema, musei chiusi) e necessitano di ridefinire la propria identità con forme nuove. Dall’altro lato, la crescita di spazi ibridi che presentano una vocazione culturale e creativa innovativa, diventano occasioni di socialità e di percorsi partecipativi dal basso, generano risposte nuove ai bisogni emergenti. In molte di queste iniziative, la cultura può rappresentare il punto di partenza per avviare progettualità dal forte impatto sociale, con processi di collaborazione e co-progettazione tra cittadini, organizzazioni private e istituzioni pubbliche.

Tuttavia, nonostante la crescente diffusione di queste esperienze, sono ancora molti i limiti di questa tendenza, soprattutto per le difficoltà di coordinamento, nella creazione di rapporti efficaci di partnership con il pubblico e la capacità di assicurare loro una effettiva sostenibilità economica nel tempo. È sulla base di questo insieme di valutazioni che Fondazione Unipolis, dopo la positiva esperienza del 2016, indice un nuovo bando che si propone di intercettare e supportare progetti che abbiano queste nuove modalità di fare cultura nei diversi territori del Paese.

Possono partecipare al bando:

  • organizzazioni non profit, imprese cooperative e private che operano in campo culturale ricercando un impatto sociale, con sede in Italia e un organo di gestione composto prevalentemente da giovani under 35;
  • team informali composti prevalentemente da under giovani 35,
  • reti di partenariato fra organizzazioni (il capofila deve rispettare i requisiti del punto 1, mentre i partner possono avere sede anche all’esterno, presentare una natura giuridica diversa, non rispettare il requisito anagrafico).
  • Fondazione Unipolis mette a disposizione 400 mila euro, tra contributi economici per lo sviluppo dei progetti selezionati, attività di accompagnamento per l’empowerment dei team, rimborsi spese per partecipare alle attività di supporto. Le prime 15 proposte selezionate parteciperanno a un percorso di formazione, tra questi saranno scelti i 5 progetti finalisti che riceveranno 50 mila euro ciascuno e continueranno l’attività di mentoring, pronti a… rigenerare spazi da condividere!

    A seguito della decisione della Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo che, esprimendo un apprezzamento per il progetto “culturability”, ha messo a disposizione ulteriori risorse economiche, fra i 15 finalisti, in aggiunta ai 5 progetti beneficiari del contributo di Unipolis, verranno selezionati altri 2 progetti ai quali sarà attribuita una “menzione speciale” e assegnato un contributo  di 10 mila euro ciascuno.

  • La call è aperta dal 16 febbraio al 13 aprile 2017. A questo link le informazioni su tempi e scadenze

    Per partecipare invia il tuo progetto online seguendo questa procedura:

    • collegati su www.culturability.org e vai nell’area dedicata al bando;
    • leggi con attenzione il regolamento, vai nella sezione “Form” e scegli l’opzione registrazione, inserendo nome, cognome, email, password;
    • riceverai una mail per confermare la registrazione con un link che ti rimanderà alla pagina dove potrai effettuare la procedura di login, inserendo le tue credenziali e accedendo così alla sezione “Compilazione form”;
    • compila il modulo in tutte le sue parti (fino all’invio definitivo, potrai salvare il tuo progetto in bozza e modificarlo) e, una volta terminato, scegli l’opzione “Invia il modulo”;
    • riceverai una mail di conferma con il progetto inviato.

Info: https://bando2017.culturability.org/#introduzione