Monthly Archives: novembre 2016

Offerte di lavoro dalla rete Eures

A) CUSTOMER SUPPORT CONSULTANT IN BULGARIA Nell’ambito della rete Eures si ricerca personale italiano per ricoprire la posizione di Customer support consultant, per una società bulgara che fornisce assistenza post vendita ai clienti provenienti da tutto il mondo. Sono 30 le posizioni da ricoprire. La sede di lavoro è a Sofia. Requisiti richiesti:  Istruzione secondaria;  Conoscenza dell’italiano a livello eccellente;  Conoscenza dell’inglese. I candidati selezionati dovranno occuparsi dei reclami e di rispondere alle domande della clientela con riferimento alle consegne, a eventuali articoli errati ricevuti, cambi di indirizzi di consegna, attraverso i seguenti canali di comunicazione: chat, e-mail e telefono. Nello specifico, le nuove risorse dovranno:  Analizzare i problemi dei clienti per trovare le soluzioni migliori;  Rispondere alle richieste in modo tempestivo e professionale;  Fornire informazioni sui prodotti e servizi. Si offre un contratto a tempo pieno e un’assicurazione sanitaria, previsti vouchers per i pasti. Sono coperte le spese di viaggio. Per candidarsi bisogna inviare il curriculum vitae e una lettera di presentazione in inglese al seguente indirizzo email: M.Altanova@az.government.bg indicando il codice di riferimento: 4902095. Per maggiori informazioni potete visitare il sito  http://www.sutherlandglobal.bg/ oppure è possibile consultare la locandina https://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/News/2016/Documents/EURES_offer_EN_Customer%20Support%20Consultant%20with%20Italian.pdf

 

B) LAVORO IN SPAGNA PRESSO FERRARI LAND CON EURES TORINO PortAventura Entertainment S.A.U. è alla ricerca di un RETAIL MANAGER FERRARI LAND. PortAventura Entertainment S.A.U. ha raggiunto un accordo di licenza con Ferrari per stabilire “Ferrari Land“, un nuovo parco tematico dedicato al marchio globale della Ferrari a PortAventura, vicino Barcellona, in Spagna. Ferrari Land sarà costruito su una superficie complessiva di 75.000 metri quadrati e sarà dotato di diverse piste, tra cui il più alto e veloce acceleratore verticale in Europa, un nuovo hotel premium con servizio a 5 stelle, ristoranti, negozi e grandi aree di simulazione per auto da corsa. Il candidato dovrà ricoprire le seguenti mansioni:  Sarà responsabile della gestione giornaliera di negozi e dovrà coordinare il personale garantendo eccellenti standard di cura del cliente;  Gestione commerciale, controllo di bilancio, con l’obiettivo di massimizzare i profitti riducendo al minimo i costi;  Gestione e motivazione della squadra per garantirne l’efficienza;  Si occuperà delle vendite quando richiesto. Al candidato sono richiesti i seguenti requisiti:  Conoscenza generale dei Business Studies, Fashion Management, Marketing e vendita al dettaglio;  Capacità di relazionarsi con i clienti e ottime capacità comunicative;  Fino a 3 anni di esperienza come Retail Manager;  Buona conoscenza della lingua spagnola e inglese (livello C1);  Conoscenza della lingua francese o italiana sono apprezzate;  Conoscenze informatiche: pacchetto MS Office;  Patente di guida tipo B. Contratto a tempo indeterminato. Il salario previsto di € 30.000 (+ 10% di bonus variabile) lordo annuo. I candidati interessato possono inviare la propria candidatura in inglese con una mail all’indirizzo eures@cittametropolitana.torino.it. Scadenza: 31 dicembre 2016.

 

C) EURES, NUOVE OPPORTUNITÀ DI LAVORO IN GERMANIA Nell’ambito della Rete Eures si selezionano diverse figure professionali per il sud della Germania e precisamente nello stato del Baden-Wuerttemberg. Queste le posizioni aperte: 

Cuoco https://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/News/2016/Documents/Cooks_BaW%C3%BC_allg.%20SteA_Engl.pdf . La risorsa selezionata si occuperà della preparazione dei pasti. Si richiede esperienza e motivazione. Flessibilità e conoscenza del tedesco a livello A1-B1. Si offre contratto full time o part time. Il salario per il tempo pieno è compreso tra 1.653 e 2.922 euro. Numero di riferimento: 10000-1144434916-S, 10000-1147167734-S, 10000- 1143900912-S, 10000-1142983451-S

Tecnico elettronico https://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/News/2016/Documents/Electronics%20Technician%20%28mf%29_HAKA_10000-1140705648-S.pdf . La figura selezionata lavorerà per Haka, uno dei principali fornitori di sistemi di ventilazione a Erbach. Si richiede la laurea, l’esperienza in misurazione industriale e della tecnologia di controllo, la conoscenza dell’inglese a livello B1. Si offre supporto nelle ricerca di un alloggio. Numero di riferimento: 10000-1140705648-S.

Amministratore di sistemahttps://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/News/2016/Documents/IT%20System%20Admin_mm-lab%20GmbH_10000-1142753748-S.pdf  per mm-lab GmbH, una giovane società che si occupa di telecomunicazioni e telematica del veicolo. Si richiede profonda esperienza nel settore IT / amministrazione di rete (server Linux e Windows, VMWare,la sicurezza, le reti IP) capacità di lavoro in squadra, flessibilità. Numero di riferimento: 10.000-1142753748-S.

Fisioterapistihttps://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/News/2016/Documents/Physiotherapists_various%20employers.pdf . Le figure selezionate lavoreranno per ospedali o cliniche private e centri fitness. Si richiede la qualifica di fisioterapista, esperienza di lavoro nell’ambito dei massaggi, terapia manuale e drenaggio linfatico; conoscenze del tedesco minimo a livello B1 – B2. Si offre contratto di lavoro a tempo pieno o parziale. Si offre un buon salario. Numero di riferimento: 10000-1141828018-S; 10000-1137980194-S; 10000- 1142982425-S; 10000-1137510978-S; 10000-1145754213-S; 10000-1147262303-S; 10000-1125434581-S; 10000-1140080351-S; 10000-1140716930-S; 10000- 1130108073-S.

Specialista di ristorazione https://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/News/2016/Documents/Restaurant%20Specialist%20%28mf%29_Hotel%20Landgasthof%20Schwanen_10000-1138947061-S.pdf  per l’Hotel Landgasthof Schwanen. Si richiede motivazione, affidabilità, atteggiamento socievole e la conoscenza del tedesco minimo a livello B2. Si offre un salario tra 1.607 e 2.922 euro per il full-time. Numero di riferimento: 10000-1138947061-S. 28

Site manager https://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/News/2016/Documents/Site%20Manager%20and%20Civil%20Engineers%20%28mf%29_Schleith_10000-1145904542-S.pdf  e ingegneri civili. Si richiede la laurea in Ingegneria e la conoscenza del tedesco a livello B1. Alle figure selezionate è richiesta l’assunzione di responsabilità per i progetti assegnati e l’alta professionalità nella valutazione dei costi finalizzati all’acquisto di macchinari e altri prodotti tecnologici. Numero dell’offerta: 10000- 1145904542-S.

Software developerhttps://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/News/2016/Documents/Software%20Developer%20%28mf%29_10000-1142459103-S.pdf . Si richiede la Laurea (diploma/master) in Informatica, Ingegneria elettrica o titolo equivalente; buona conoscenza dei linguaggi di programmazione (Visual Basic / Windows, Delphi, C /C, .net); la conoscenza della programmazione dei microcontrollori; una buona conoscenza di automazione. Numero di riferimento: 10000- 1142459103-S.

Systems Integration Engineer for Embedded Systemshttps://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/News/2016/Documents/Systems%20Integration%20Engineer_mm-lab%20GmbH_10000-1147561415-S.pdf . Si richiede esperienza di lavoro tecnico con riferimento all’integrazione e all’implementazione dei sistemi telematici; esperienza con i dispositivi embedded e l’integrazione del veicolo IT; buona conoscenza delle lingua inglese e di quella tedesca. Numero di riferimento: 10.000- 1147561415-S.

Web Developer Frontendhttps://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/News/2016/Documents/Web%20Developer%20%28mf%29_SFXonline%20IT-Managementdienstleistung_10000-1147342091-S.pdf . Si richiede esperienza con PHP (OOP), SQL, HTML5, JavaScript e CSS, Shop e content management sistemi; la conoscenza di ulteriori tecnologie (Python, Nodo, Grunt, Gulp, ..). Si richiede, inoltre, la padronanza della lingua inglese e la conoscenza base della lingua tedesca. Si offre contratto a tempo pieno con possibilità di straordinari, lo stipendio lordo, a seconda della qualificazione e dell’esperienza parte da 2.500 euro a mese per il tempo pieno. Numero di riferimento: 10.000-1147342091-S. Per candidarsi alle varie posizioni inviare curriculum e lettera di presentazione in inglese o in tedesco, indicando il numero di riferimento, alla seguente email: zav-ips-badenwuerttemberg@arbeitsagentur.de.

D) LAVORO PER 500 ANIMATORI IN EUROPA E NEL MONDO La rete Eures ricerca per la società Obiettivo Tropici 500 giovani interessati a lavorare presso strutture turistiche in Italia e all’Estero. Profili richiesti: Capi animazione; Animatori per attività bambini / ragazzi (mini club, junior club); Sportivi (fitness, tiro con l’arco, ecc.); Assistenti bagnanti; Coreografi / Scenografi; Ballerini; Cantanti / Piano bar (con strumentazione propria). Requisiti:  Età minima richiesta: 18 anni;  Lingue richieste: madrelingua italiano e preferibilmente buona conoscenza di almeno una lingua straniera (inglese, tedesco, ceco, polacco);  Titolo di studio: assolvimento dell’obbligo scolastico;  Disponibilità minima di 4 mesi (per le sedi italiane) e 6 mesi (per le sedi estere) a partire dal mese di febbraio 2017. Sede di lavoro: in Italia (Lombardia, Trentino Alto Adige, Sicilia, Sardegna, Calabria ecc.) e all’estero (Spagna, Grecia, Tunisia, Egitto, Cuba, Santo Domingo ecc.) Durata contratto: a tempo determinato rinnovabile. Salario minimo mensile netto: minimo € 450 massimo di € 1.300 (a seconda dell’esperienza e ruolo assegnato,), assicurazione e assistenza medica, vitto ed alloggio inclusi. Modalità di candidatura: Le selezioni si svolgeranno a Roma in data 28/11/2016; i candidati interessati potranno partecipare alla selezione inviando il proprio cv alla seguente email: lazio@obiettivotropici.it e specificando nell’oggetto “SELEZIONI OBIETTIVO TROPICI ROMA 28/11/2016”. Per informazioni consultare il sito www.obiettivotropici.com oppure contattare il numero 06.62287239. Altre informazioni: I candidati che parteciperanno alle selezioni e saranno ritenuti idonei riceveranno una proposta lavorativa, se già in possesso di esperienza, altrimenti saranno invitati a partecipare ad uno stage di formazione, finalizzato al contratto lavorativo. Lo stage formativo sarà tenuto da istruttori qualificati e le spese di viaggio-vittoalloggio saranno a carico del candidato. Obiettivo Tropici fornirà borse di studio ai ragazzi più meritevoli.

Più donne nella ricerca: concorso per le scuole!

Nell’ambito del Progetto europeo “Genera” l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno indetto un concorso intitolato “Donne e ricerca in Fisica: stereotipi e pregiudizi”. Partendo dal presupposto che le donne non siano ancora considerate adatte a ricoprire ruoli in ambito scientifico, l’iniziativa si pone l’obiettivo di favorire e aumentare la presenza delle donne nella ricerca, in particolare nel settore della Fisica, disciplina scientifica con la più bassa presenza di donne, a tutti i livelli di carriera. Il concorso si rivolge agli studenti degli Istituti Secondari di secondo grado e chiede loro elaborare un elaborato su uno dei seguenti temi: Incoraggiare le giovani donne a intraprendere una carriera nel mondo scientifico; Mettere in evidenza l’importante contributo delle donne al progresso scientifico; Evidenziare gli stereotipi e i pregiudizi che ancora oggi gravano sul ruolo delle donne nell’ambito della ricerca. I candidati, hanno massima libertà di espressione, e possono presentare un racconto, un reportage, una fotografia, un manifesto, un video, che abbia una durata di 5 minuti. Una commissione esperta valuterà gli elaborati, i 3 migliori saranno utilizzati per promuovere il progetto stesso. In premio, un attestato individuale, un kit scolastico e una targa intitolata alla scuola vincitrice. Scadenza: 30 Gennaio 2017. Per ulteriori informazioni potete consultare il seguente link http://www.lngs.infn.it/it/news/genera

UN LIBRO PER L’EUROPA

Un libro per l’Europa (puntata del 4, 11 e 18 Novembre) “Un Libro per l’Europa” è un programma settimanale proposto dallo “Studio Europa” della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Ogni settimana, la Rappresentanza organizza, nel suo “Spazio Europa” a Roma, un incontro su uno o più libri, tra autori e 18 specialisti dell’argomento. I temi sono legati all’Unione europea: saggi di politica, di economia o diritto, temi sociali, ambientali ecc. La letteratura non è dimenticata. La trasmissione propone anche commenti e dibattiti su libri dell’umanesimo europeo che hanno segnato la nostra civiltà. Chiunque sia interessato ad ascoltare le ultime puntate registrate può farlo al seguente link: 1. “Il vantaggio dell’attaccante, ricerca e innovazione nel futuro del bel paese” di Lucio Bianco e Paolo D’Anselmi – puntata del 4 Novembre 2016: http://bit.ly/2fn0lL2 2. “L’Europa e la rinascita dei nazionalismi” di Valerio Castronovo – Laterza – puntata dell’11 Novembre 2016: http://bit.ly/2fJKpT3 3. Madya “Un libro vivente” – puntata del 18 Novembre 2016: http://bit.ly/2g4nIsJ

Il Fondo europeo per gli investimenti strategici mobiliterà 154 miliardi

A poco meno di due anni dall’annuncio del piano di investimenti per l’Europa della Commissione Juncker, si prevede che gli investimenti mobilitati ammonteranno a 154 miliardi di euro, poco meno della metà dei 315 miliardi originariamente stanziati. Le operazioni approvate nel quadro del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) rappresentano attualmente un volume totale di finanziamenti pari a 27,5 miliardi di euro e sono distribuite in 27 Stati membri. Questi dati tengono conto della riunione del consiglio di amministrazione della Banca europea per gli investimenti (BEI) tenutasi questa settimana, nel corso della quale sono stati approvati 17 nuovi progetti da finanziare a titolo del FEIS su raccomandazione del comitato per gli investimenti indipendente del fondo. Finora la BEI ha approvato 151 progetti infrastrutturali da finanziare a titolo del FEIS, che rappresentano un volume di finanziamento di 19,8 miliardi. Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) ha approvato 234 accordi di finanziamento delle PMI per un finanziamento complessivo a titolo del FEIS di 7,7 miliardi. Si prevede che a beneficiare di questi finanziamenti saranno circa 377 000 PMI e imprese a media capitalizzazione. L’elenco dei progetti FEIS è disponibile qui e informazioni sui progetti per paese e per settore sono disponibili qui. (Fonte Commissione Europea)

La CE chiede a 9 Paesi di rimuovere gli ostacoli alle attività transfrontaliere

La Commissione europea ha adottato ulteriori provvedimenti nei confronti di Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Germania, Ungheria, Italia, Lituania e Spagna in quanto le loro norme nazionali prevedono ostacoli eccessivi e ingiustificati alla prestazione di servizi nel mercato interno. 11 La Commissione ritiene che le prescrizioni imposte ad alcuni prestatori di servizi in tali Stati membri siano in contrasto con la direttiva sui servizi (direttiva 2006/123/CE). Parallelamente la Commissione ha deciso di archiviare la procedura contro il Lussemburgo a seguito delle azioni positive intraprese da quest’ultimo paese per allineare la propria legislazione al diritto dell’Unione. Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: “I servizi rappresentano oltre due terzi dell’attività economica e dell’occupazione nel mercato unico dell’UE. Adoperandoci affinché i prestatori di servizi possano operare in modo più semplice in tutta l’UE, creiamo nuove opportunità di lavoro e offriamo ai consumatori una scelta più ampia e prezzi più bassi. Insieme agli Stati membri dobbiamo eliminare i numerosi ostacoli ingiustificati che continuano ad impedire ai professionisti e alle imprese di prestare i loro servizi in diversi Stati membri. Per questo motivo considero l’applicazione della normativa già adottata a livello dell’UE una priorità fondamentale della nostra strategia per il mercato unico.” Una serie di restrizioni concrete nel settore dei servizi ostacola lo stabilimento e la prestazione transfrontaliera di servizi a livello di UE: l’obbligo che la sede sociale si trovi in una data giurisdizione; prescrizioni eccessive per quanto riguarda la partecipazione azionaria, come l’obbligo per i professionisti di detenere il 100 % dei diritti di voto o del capitale di una società; tariffe minime obbligatorie; requisiti sproporzionati in materia di autorizzazione o diritti di esclusiva. Tali ostacoli ai nuovi operatori sul mercato non servono a garantire che i prestatori nazionali o stranieri forniscano servizi di alta qualità e in concreto spesso privano i consumatori della possibilità di beneficiare di servizi a prezzi concorrenziali. Attualmente gli interventi della Commissione riguardano le seguenti questioni e i seguenti paesi:  Austria: requisiti di residenza per gli architetti e gli ingegneri (un parere motivato complementare);  Belgio: restrizioni multidisciplinari per i contabili (un parere motivato);  Cipro: requisiti in materia di partecipazione azionaria per tutte le professioni ingegneristiche, compresi ingegneri civili e architetti (un deferimento alla Corte di giustizia dell’Unione europea);  Danimarca: obbligo di autorizzazione o di certificazione per alcuni servizi di costruzione (una lettera di costituzione in mora);  Germania: tariffe minime e massime per architetti e ingegneri (un deferimento alla Corte di giustizia dell’Unione europea);  Ungheria: diritti di esclusiva per la prestazione di un servizio concessi ad un unico operatore (un deferimento alla Corte di giustizia dell’Unione europea);  Italia: obbligo di stabilimento per le società di attestazione come condizione necessaria per fornire servizi di certificazione nel quadro degli appalti pubblici (una lettera di costituzione in mora complementare);  Lituania: restrizioni multidisciplinari per alcuni prestatori di servizi di costruzione (una lettera di costituzione in mora);  Spagna: tariffe minime obbligatorie e restrizioni multidisciplinari per la professione giuridica dei “Procuradores”, conservatori dei registri immobiliari e delle imprese e rappresentanti legali (un parere motivato). Gli Stati membri hanno ora due mesi di tempo per comunicare alla Commissione i provvedimenti adottati al fine di porre rimedio a tale situazione. Contesto La direttiva sui servizi (direttiva 2006/123/CE) persegue l’obiettivo di realizzare integralmente il potenziale dei mercati dei servizi in Europa eliminando gli ostacoli giuridici e amministrativi agli scambi e ammettendo al tempo stesso le misure di salvaguardia nazionali giustificate, ad esempio nell’ambito della pubblica sicurezza, e proporzionate all’obiettivo perseguito. I seguenti articoli della direttiva sui servizi (direttiva 2006/123/CE) costituiscono la base giuridica per gli interventi intrapresi nei casi di cui sopra:  L’articolo 10 della direttiva prevede che i criteri su cui si basano i regimi di autorizzazione all’esercizio dell’attività per un prestatore di servizi devono essere non 12 discriminatori, giustificati e commisurati all’obiettivo. Le condizioni di rilascio dell’autorizzazione non rappresentano un doppione di requisiti e controlli ai quali il prestatore è già assoggettato.  L’articolo 14 della direttiva sui servizi elenca una serie di requisiti vietati, compreso l’obbligo di avere la sede sociale in una determinata giurisdizione e verifiche della necessità economica.  L’articolo 15 della direttiva sui servizi elenca una serie di requisiti che possono essere imposti ai prestatori di servizi solo a determinate condizioni. I requisiti – riguardanti ad esempio la forma giuridica, la struttura dell’azionariato, le tariffe obbligatorie e disposizioni specifiche, che riservano l’accesso alle attività di servizio a prestatori particolari – non sono rigorosamente vietati dal diritto dell’UE, ma secondo la Corte di giustizia dell’UE creano ostacoli al mercato unico dei servizi. Essi possono essere mantenuti solo nella misura in cui siano non discriminatori, giustificati da motivi imperativi di interesse generale e proporzionati, nel senso che nessuna misura meno restrittiva potrebbe essere utilizzata per conseguire il medesimo risultato.  L’articolo 16 della direttiva elenca una serie di requisiti che non possono essere imposti ai prestatori transfrontalieri di servizi tranne qualora siano non discriminatori, giustificati da motivi imperativi di interesse generale e proporzionati.  L’articolo 25 della direttiva sui servizi stabilisce che gli Stati membri provvedono affinché i prestatori non siano assoggettati a requisiti che li obblighino ad esercitare esclusivamente una determinata attività specifica o che limitino l’esercizio, congiunto o in associazione, di attività diverse. (Fonte Commissione Europea)

Nuove iniziative dello strumento di partenariato dell’Unione europea

La Commissione europea ha approvato otto nuovi progetti nel quadro dello strumento di partenariato per un totale di oltre 32 milioni di EUR al fine di rafforzare la cooperazione con i paesi partner in settori prioritari. 7 I progetti sosterranno gli obiettivi strategici dell’Unione europea nelle relazioni esterne mediante partenariati più forti a livello mondiale con i paesi terzi e riguarderanno questioni fondamentali quali i cambiamenti climatici, la sostenibilità, l’agenda digitale internazionale e l’aviazione civile. Il nuovo pacchetto comprende anche un ambizioso programma che rientra nella dimensione esterna della strategia UE per il mercato unico digitale (8 milioni di EUR) e attraverso il quale l’UE intende rafforzare la cooperazione con i partner principali in ambiti quali la protezione dei dati personali, la fiducia e la sicurezza nel ciberspazio, l’accesso transfrontaliero al materiale probatorio elettronico e la normazione delle TIC. L’UE promuoverà una dimensione più ecologica delle economie, prassi ambientali sostenibili e la lotta contro i cambiamenti climatici. Per realizzare questi obiettivi avvierà una serie di azioni volte a: ridurre le emissioni di particolato carbonioso nell’Artico (1,5 milioni di EUR); aiutare i paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (3 milioni di EUR) a diversificare le loro economie, riducendone la dipendenza, spesso quasi esclusiva, dall’estrazione di idrocarburi; migliorare le tecnologie per la cattura e lo stoccaggio del carbonio (1 milione di EUR) in Cina al fine di ridurre le emissioni di CO2 delle centrali elettriche a carbone. Queste azioni contribuiranno ad attuare il primo accordo universale giuridicamente vincolante sul clima, firmato a Parigi nel dicembre 2015 e entrato in vigore il 4 novembre 2016 in seguito alla recente ratifica da parte dell’Unione europea. Lo strumento di partenariato favorirà inoltre la cooperazione tra l’Unione europea e la Cina attraverso nuove iniziative intese a promuovere politiche e leggi ambientali più attente all’ecologia (3 milioni di EUR) sulla base delle buone pratiche dell’UE e a combattere i traffici illegali di specie selvatiche. Cercando di promuovere le norme europee sull’aviazione e di ridurre l’impatto del trasporto aereo sull’ambiente e sui cambiamenti climatici, lo strumento continuerà a incoraggiare i partenariati politici, economici e ambientali nel settore dell’aviazione civile. Sulla base della cooperazione in atto con la Cina e l’India, rispettivamente dal 2014 e dal 2015, lo strumento di partenariato amplierà ora il proprio campo d’azione all’America latina (7 milioni di EUR) e al Sud-Est asiatico (7,5 milioni di EUR). Infine, 1,2 milioni di EUR saranno destinati a rafforzare il dialogo politico con i partner strategici dell’UE, ma anche con altri paesi, su una vasta gamma di settori, tra cui la governance democratica, la tutela dei consumatori, i cambiamenti climatici, la protezione ambientale, la crescita economica e la sostenibilità. Ciò rafforzerà la nostra capacità di definire e attuare approcci e risposte comuni alle sfide globali. Contesto Lo strumento di partenariato finanzia progetti che consentono all’Unione europea di essere fautrice del cambiamento a livello globale e di promuovere i suoi valori fondamentali. Si tratta di uno degli strumenti che l’UE ha iscritto a bilancio per finanziare la propria azione esterna nel periodo 2014-2020. Nel quadro di questo strumento, l’UE coopera con partner di tutto il mondo per far fronte a sfide globali e trovare soluzioni condivise su questioni di interesse comune. Lo strumento di partenariato finanzia attività all’insegna delle priorità dell’UE e che trasformano gli impegni politici in misure concrete. L’attuale programma si basa sui precedenti piani d’azione annuali adottati dalla Commissione. Per promuovere gli interessi strategici dell’UE, negli ultimi due anni e mezzo sono stati stanziati in totale oltre 315 milioni di EUR. Brasile, Cina, India, Giappone, Repubblica di Corea e Stati Uniti figurano tra i paesi partner dei progetti incentrati sul mercato digitale finanziati nel quadro dello strumento di partenariato. Una maggiore cooperazione e nuove iniziative nel settore dell’aviazione civile sono previste, a livello regionale, con America del Sud e Asia sudorientale e, a livello bilaterale, con Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam. (Fonte Commissione Europea)

Pacchetto d’autunno del semestre europeo

La Commissione definisce le priorità economiche e sociali dell’UE per il prossimo anno, conferma la necessità di passare a un orientamento di bilancio più positivo per la zona euro e completa la valutazione dei documenti programmatici di bilancio degli Stati membri appartenenti alla zona euro. La Commissione esprime le sue posizioni sulle priorità economiche e sociali dell’UE per l’anno prossimo, basandosi sugli orientamenti contenuti nel discorso sullo stato dell’Unione 2016 del Presidente Juncker e sui più recenti dati economici tratti dalle previsioni dell’autunno 2016 della Commissione. Questo pacchetto inizia il ciclo di governance economica del 2017, il cosiddetto semestre europeo. Il presidente JeanClaude Juncker ha dichiarato: “Il semestre europeo 2017 sarà decisivo per consentire all’Europa di gestire la svolta in campo economico sociale. Sono convinto che possiamo farcela. È per questo motivo che la Commissione raccomanda un orientamento di bilancio favorevole per sostenere la ripresa economica e la politica monetaria della Banca centrale europea, che non dovrebbe essere lasciata da sola in questo compito. Ogni Stato membro è chiamato a fare la sua parte: quelli che possono permetterselo devono investire di più, mentre quelli che hanno meno margini di bilancio dovrebbero portare avanti le riforme e un risanamento di bilancio favorevole alla crescita”. L’Europa sta registrando una ripresa fragile, ma relativamente resiliente e favorevole all’occupazione. Il PIL è attualmente più elevato rispetto al periodo pre-crisi. La disoccupazione è in calo e gli investimenti hanno ricominciato a crescere. Non è tuttavia il momento di abbandonarsi all’autocompiacimento. Alcuni dei fattori che finora hanno sostenuto la ripresa stanno venendo meno. L’eredità della crisi e in particolare la sua incidenza sociale, gli livelli elevati di debito pubblico e privato e la percentuale dei prestiti in sofferenza sono ancora considerevoli. La Commissione invita pertanto gli Stati membri ad intensificare gli sforzi secondo i principi del “triangolo virtuoso” che consiste nel rilanciare gli investimenti, perseguire riforme strutturali e garantire politiche di bilancio responsabili, mettendo l’accento sull’equità sociale e il conseguimento di una crescita più inclusiva. La Commissione ha recentemente presentato le sue priorità di azione a livello di UE nel suo programma di lavoro per il 2017, compreso un rafforzamento del piano di investimenti per l’Europa. Il pacchetto fornisce ulteriori orientamenti per le politiche economiche e sociali degli Stati membri. Guardando alla zona euro in particolare, la Commissione auspica una politica di bilancio significativamente più positiva per l’intera area monetaria allo scopo di evitare il rischio di “una scarsa crescita e una bassa inflazione” e di sostenere la politica monetaria della Banca centrale europea. Gli orientamenti politici contenuti nell’analisi annuale della crescita sono accompagnati da una comunicazione sull’orientamento di bilancio della zona euro, da una raccomandazione sulla politica economica della zona euro, e da un’analisi approfondita delle condizioni economiche, sociali e del mercato del lavoro. La Commissione sta inoltre formulando i suoi pareri sui documenti programmatici di bilancio degli Stati membri della zona euro per il 2017. Un orientamento di bilancio positivo per la zona euro Nella lettera di intenti che accompagna il discorso sullo stato dell’Unione del 2016, il presidente Juncker ha annunciato l’intenzione della Commissione di promuovere “un orientamento di bilancio positivo nella zona euro, a sostegno della politica monetaria della Banca centrale europea”. La discussione sull’orientamento di bilancio adeguato per la zona euro è un aspetto essenziale dell’impegno profuso dalla Commissione nel completare l’Unione economica e monetaria dell’Europa, nel quadro della fase 1 del seguito da dare alla relazione dei cinque presidenti del giugno 2015 (“approfondire facendo”). La politica monetaria e quella di bilancio svolgono un ruolo fondamentale nella stabilizzazione macroeconomica. Nella zona euro, la politica monetaria è stata concepita e progettata come uno strumento unico. Per contro, in assenza di una funzione di bilancio o di stabilizzazione centralizzata, la politica di bilancio della zona euro è il risultato 4 dell’aggregazione di 19 singole politiche di bilancio. Di fatto, sulla base dei dati più recenti e senza tener conto della flessibilità prevista entro le regole, una piena attuazione dei requisiti di bilancio contenuti nelle raccomandazioni specifiche per paese(RSP) adottate dal Consiglio nel luglio 2016 comporterebbe, a livello aggregato, un orientamento di bilancio moderatamente restrittivo per l’intera zona euro nel 2017 e nel 2018. Data la necessità di sostenere la ripresa e la maggiore incertezza che regna attualmente, un orientamento di bilancio del genere non sembra opportuno. Nella sua comunicazione, la Commissione, rilevando la necessità di un orientamento di bilancio più positivo, sottolinea che in questo momento c’è la possibilità di raggiungere tale obiettivo. Per orientamento di bilancio positivo si intendono sia la funzione di sostegno, ossia espansionistica, che la politica di bilancio dovrebbe assumere in generale, sia la composizione dell’aggiustamento in termini di ripartizione degli sforzi tra i vari paesi e dei tipi di spesa e/o d’imposizione fiscale che ne stanno alla base. Per arrivare a un orientamento di bilancio di questo tipo la zona euro deve adottare un approccio più collettivo che tenga conto delle differenti situazioni esistenti tra i vari paesi:  Per gli Stati membri che stanno ottenendo risultati superiori rispetto ai loro obiettivi di bilancio, significa usare i margini a loro disposizione per sostenere la domanda interna e investimenti di qualità, compresi quelli transfrontalieri, nel quadro del piano di investimenti per l’Europa;  Per gli Stati membri che necessitano di ulteriori aggiustamenti di bilancio nel quadro del braccio preventivo del patto, significa assicurarsi di essere sostanzialmente conformi agli obblighi previsti dal patto di stabilità e crescita;  Per gli Stati membri soggetti al braccio correttivo, significa garantire una correzione tempestiva dei rispettivi deficit in eccesso, anche costituendo riserve di bilancio per fronteggiare circostanze impreviste. Raccomandazione sulla politica economica della zona euro In linea con la comunicazione sull’orientamento di bilancio della zona euro, la Commissione raccomanda un’espansione di bilancio fino allo 0,5% del PIL nel 2017 per la zona euro nel suo complesso. Ciò dovrebbe contribuire ad una combinazione equilibrata di politiche, al fine di sostenere le riforme e a rafforzare la ripresa. La raccomandazione sottolinea anche la necessità di proseguire le riforme strutturali e migliorare la qualità delle finanze pubbliche. A partire dallo scorso anno la Commissione ha presentato questa raccomandazione all’inizio del ciclo annuale, in modo che le dimensioni nazionali e della zona euro possano essere meglio integrate nella pianificazione dei bilanci nazionali e gli Stati membri possano tener conto dei potenziali effetti di ricaduta e delle responsabilità comuni. La raccomandazione fornisce orientamenti per la zona euro nel suo insieme e mira a promuovere politiche che favoriscano la creazione di posti di lavoro, l’equità sociale e la convergenza oltre a promuovere gli investimenti per sostenere la crescita. Relazione sul meccanismo di allerta La relazione sul meccanismo di allerta è parte integrante del semestre europeo, che mira a prevenire o a correggere gli squilibri che intralciano il buon funzionamento delle economie degli Stati membri, della zona euro o dell’UE nel suo complesso e a sollecitare risposte politiche adeguate (la cosiddetta procedura per gli squilibri macroeconomici). La relazione sul meccanismo di allerta individua gli Stati membri per i quali la Commissione dovrebbe effettuare ulteriori esami approfonditi per valutare se possono incorrere in eventuali squilibri. Essa si basa sulla lettura in chiave economica di una serie di indicatori concordati. Per il 2017, tredici paesi saranno oggetto di un esame approfondito, poiché dall’analisi risultante dalla lettura del quadro di valutazione sono emersi degli squilibri. Si tratta degli stessi tredici paesi in cui si riscontravano squilibri nel precedente ciclo di esami approfonditi (Bulgaria, Croazia, Cipro, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia). La Commissione presenterà le sue conclusioni sugli esami approfonditi nell’ambito delle relazioni annuali per paese all’inizio del 2017. Quest’anno la relazione sul meccanismo di allerta esamina i progressi compiuti in materia di correzione degli squilibri macroeconomici, in particolare nella zona euro, tenuto 5 conto dell’attuale riduzione del debito interno e di quello estero, del persistere di problemi nel settore bancario, e delle dinamiche dei prezzi delle abitazioni e dell’evoluzione del mercato del lavoro, senza trascurare la situazione sociale. A livello aggregato, la zona euro continua a presentare l’avanzo delle partite correnti più consistente a livello mondiale. Si è ampliato nel 2015 e dovrebbe aumentare ancora quest’anno. L’avanzo di bilancio della zona euro è sintomatico della debole dinamica della domanda interna degli scorsi anni e degli sforzi volti a ridurre l’indebitamento nei vari settori e Stati membri. Progetto di relazione comune sull’occupazione Quest’anno, il progetto di relazione presenta una sintesi dei risultati degli Stati membri in funzione del tasso di disoccupazione, del tasso di disoccupazione giovanile, del numero di persone disoccupate e non inserite in percorsi d’istruzione o formazione, del reddito familiare lordo disponibile, del tasso di persone a rischio di povertà e del livello di disuguaglianza. La relazione conferma che la ripresa favorisce sempre più l’occupazione, anche grazie alle recenti riforme strutturali attuate da una serie di Stati membri. Dal 2013 a oggi sono stati creati otto milioni di nuovi posti di lavoro, di cui circa 5 milioni dall’inizio del mandato dell’attuale Commissione. Il tasso di disoccupazione dell’UE ha continuato a scendere attestandosi sull’8,5% nel settembre 2016 (10% nella zona euro), raggiungendo il livello più basso dal 2009 (dal 2011 nella zona euro). Allo stesso tempo, il tasso di occupazione per la fascia di età 20-64 è superiore a quello osservato per la prima volta nel 2008 e ha raggiunto il 71,1% (secondo trimestre 2016). Ciò significa che, se la tendenza attuale prosegue, l’obiettivo di un tasso di occupazione pari al 75% per il 2020, fissato dalla strategia Europa 2020, potrebbe essere raggiungibile. Nonostante i primi segnali di convergenza tra gli Stati membri, i risultati in termini occupazionali e sociali continuano a variare notevolmente tra i vari paesi. I livelli di disoccupazione e povertà rimangono troppo elevati in molte regioni d’Europa. Elevati livelli di disuguaglianza riducono la produzione economica e le potenzialità di una crescita sostenibile. La relazione mette inoltre in risalto l’entità delle riforme realizzate negli Stati membri e sarà adottata congiuntamente con il Consiglio. Valutazione dei documenti programmatici di bilancio La Commissione ha inoltre completato la valutazione della conformità dei documenti programmatici di bilancio (DPB) degli Stati membri della zona euro per il 2017 rispetto alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. In molti casi, tuttavia, ritiene che gli aggiustamenti di bilancio programmati siano insufficienti, o rischino di esserlo, rispetto ai requisiti del patto. In particolare, per quanto riguarda I quindici paesi soggetti al braccio preventivo del patto di stabilità e di crescita:  Per cinque paesi (Germania, Estonia, Lussemburgo, Slovacchia e Paesi Bassi), i documenti programmatici di bilancio sono risultati conformi agli obblighi del PSC per il 2017;  Per quattro paesi (Irlanda, Lettonia, Malta, Austria), i documenti programmatici di bilancio sono risultati sostanzialmente conformi agli obblighi del PSC per il 2017. Per questi paesi, i documenti programmatici potrebbero in certa misura deviare dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine;  Per sei paesi (Belgio, Italia, Cipro, Lituania, Slovenia, Finlandia), i documenti programmatici di bilancio presentano un rischio di non conformità con gli obblighi del PSC per il 2017. I documenti programmatici di questi paesi potrebbero comportare una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento al rispettivo obiettivo a medio termine. Tuttavia, la Finlandia ha chiesto il ricorso alla clausola sulle riforme strutturali e sugli investimenti. La Commissione terrà conto dell’incertezza che circonda le stime del divario tra prodotto effettivo e potenziale nel valutare l’ammissibilità della Finlandia a ricorrere alla clausola, il che, a sua volta, potrebbe incidere sulla valutazione della conformità. Nel caso della Lituania, nel DPB basato sull’ipotesi di politiche invariate figurava una richiesta di ricorso alla clausola sulle riforme strutturali. La valutazione completa dell’eventuale ammissibilità della Finlandia e Lituania alla flessibilità sarà 6 effettuata nell’ambito del normale ciclo del semestre europeo nel contesto della valutazione del programma di stabilità per il 2017. Per quanto riguarda i tre paesi attualmente soggetti al braccio correttivo del patto di stabilità e di crescita (ovvero soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi):  Per la Francia, il documento programmatico di bilancio è ritenuto sostanzialmente conforme con gli obblighi del PSC per il 2017, le previsioni dell’autunno 2016 della Commissione, il disavanzo nominale sarà leggermente inferiore al valore di riferimento del 3% del PIL nel 2017, anche se vi è una significativa riduzione dello sforzo di bilancio rispetto al livello raccomandato e la correzione non risulterà duratura nel 2018 nell’ipotesi di politiche invariate.  Per la Spagna i documenti programmatici di bilancio sono risultati a rischio di non conformità rispetto agli obblighi del PSC per il 2017. Pur riconoscendo che tali proiezioni si basano sull’ipotesi che le politiche restino invariate, secondo le previsioni della Commissione per il 2017 né l’obiettivo intermedio di disavanzo nominale, né lo sforzo di bilancio raccomandato verranno realizzati;  Nel caso del Portogallo, il documento programmatico di bilancio presenta un rischio di non conformità con gli obblighi del PSC per il 2017, benché il previsto scostamento di bilancio superi il livello considerato significativo di un margine molto ridotto. I rischi appaiono pertanto contenuti, purché siano adottate le necessarie misure di bilancio. Il Portogallo, attualmente sottoposto al braccio correttivo, quest’anno dovrebbe rispettare, come raccomandato, il valore del 3% fissato dal trattato. A partire dal 2017 potrebbe essere soggetto al braccio preventivo del patto qualora riesca a conseguire una correzione tempestiva e duratura del disavanzo eccessivo. Il Portogallo e la Spagna hanno presentato i propri documenti programmatici di bilancio a metà ottobre, unitamente a relazioni sulle azioni intraprese in risposta alle decisioni d’intimazione del Consiglio, adottate l’8 agosto 2016 a norma dell’articolo 126, paragrafo 9, del trattato. Nel frattempo la Commissione ha valutato tali documenti e avviato un dialogo strutturato con il Parlamento europeo, ed è giunta alla conclusione che le procedure per i disavanzi eccessivi nei confronti di entrambi gli Stati membri dovrebbero essere sospese. Di conseguenza, l’elemento che rendeva necessaria da parte della Commissione la proposta di sospendere alcune parti dei fondi strutturali e di investimento europei non sussiste e non vi sarà alcuna proposta in tal senso. Prossime tappe La Commissione invita il Consiglio, in particolare l’Eurogruppo, e il Consiglio europeo a discutere e ad approvare gli orientamenti qui esposti. Attende con interesse ulteriori discussioni con il Parlamento europeo sulle priorità per l’UE e la zona euro. Nel periodo che precede l’emissione di relazioni per paese all’inizio del 2017, la ricezione dei programmi nazionali e la pubblicazione delle raccomandazioni specifiche per paese nella prossima primavera, la Commissione intende intensificare il dialogo con gli Stati membri per elaborare una visione comune sulle priorità condivise, un’efficace attuazione della riforma e i relativi tempi di realizzazione. Missioni a carattere politico saranno effettuate sotto la guida del vicepresidente competente. Gli Stati membri avranno anche la possibilità di esprimere le loro osservazioni sull’analisi della Commissione in occasione di riunioni bilaterali. La comunicazione auspica inoltre lo stretto coinvolgimento dei parlamenti nazionali, così come delle parti sociali, nell’elaborazione e attuazione dei programmi nazionali. (Fonte Commissione Europea)

La task force “mercati agricoli” presenta raccomandazioni sugli agricoltori nella filiera alimentare

La Commissione valuterà le raccomandazioni contenute nella relazione ed elaborerà una risposta politica adeguata, in linea con il suo costante sostegno al settore agricolo.

mucche in una prateria
La task force “mercati agricoli”, presieduta dall’ex ministro olandese dell’Agricoltura nonché professore universitario Cees Veerman, ha presentato oggi la sua relazione al commissario europeo per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan.

La decisione di istituire la task force, composta di dodici esperti indipendenti, è stata dettata dalle crescenti preoccupazioni in merito agli sviluppi a livello mondiale nella filiera alimentare e, in tale ambito, riguardo alla situazione dei produttori. La task force è stata quindi incaricata di esaminare una serie di questioni pertinenti al fine di migliorare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare.

Nel ricevere la relazione, frutto del lavoro di dieci mesi, il commissario Hogan ha dichiarato: “Alla luce delle difficoltà registrate di recente in alcuni settori specifici, è emersa la necessità di rafforzare il ruolo degli agricoltori nella filiera alimentare per garantire che ricevano un giusto compenso per i loro prodotti. Ritengo che rafforzare la voce e la posizione degli agricoltori sia assolutamente prioritario. La relazione della task force “mercati agricoli” rappresenta un complemento assai utile al dibattito su come conseguire tale risultato. Metteremo in cima alle nostre priorità la valutazione della relazione e delle sue raccomandazioni per fornire una risposta politica adeguata. L’importanza della tematica è già stata riconosciuta nel programma di lavoro della Commissione per il 2017 e la relazione di oggi sarà fondamentale per la realizzazione di questo impegno.”

Oltre a esprimere il timore che gli agricoltori stiano pagando lo scotto della volatilità dei prezzi e di periodi prolungati di prezzi bassi, la relazione della task force conclude che il quadro politico che disciplina la filiera alimentare “può e deve essere migliorato”. Tra le altre conclusioni, la relazione auspica nuove norme a livello dell’UE per intervenire su alcune pratiche commerciali sleali, nonché l’attuazione di regimi di applicazione efficaci negli Stati membri, ad esempio mediante il ricorso a un arbitro.

Altre raccomandazioni riguardano l’aumento della trasparenza dei mercati, il rafforzamento della cooperazione tra gli agricoltori, l’agevolazione del loro accesso al credito e un maggior ricorso agli strumenti di gestione dei rischi. La relazione della task force raccomanda in particolare quanto segue:

per aumentare la trasparenza dei mercati, l’introduzione della rilevazione obbligatoria dei prezzi e l’uso di dati più precisi e standardizzati;
per quanto riguarda le pratiche commerciali sleali, le iniziative volontarie, pur essendo utili, non hanno introdotto un meccanismo efficace e indipendente di controllo del rispetto delle norme. È quindi auspicabile introdurre una legislazione quadro a livello dell’UE e promuovere regimi di applicazione efficaci negli Stati membri, ad esempio mediante il ricorso a un arbitro. La relazione contiene altresì raccomandazioni sull’obbligatorietà dei contratti scritti, che andrebbe anch’essa a vantaggio degli agricoltori;
per quanto riguarda la necessità di rafforzare la cooperazione tra gli agricoltori, le norme relative all’organizzazione collettiva e al diritto della concorrenza dovrebbero essere chiare e attuabili, in modo da aumentare effettivamente le opportunità di cooperazione tra gli agricoltori;
per agevolare l’accesso al credito per gli agricoltori, si potrebbe sfruttare un maggiore ricorso agli strumenti finanziari, eventualmente con l’intervento della Banca europea per gli investimenti (BEI), che potrebbe partecipare anche alla messa a punto di un eventuale meccanismo di garanzia dei crediti all’esportazione; infine,
per quanto riguarda la gestione dei rischi, è necessario perfezionare gli strumenti esistenti. I mercati a termine offrono agli agricoltori un ulteriore strumento, ma bisogna fare di più in termini di sensibilizzazione e di formazione.
Creata nel gennaio 2016, la task force “mercati agricoli” ha esaminato anche una serie di questioni su cui sarà imperniato il dibattito sulla politica agricola comune (PAC) post 2020, sottolineando le sfide rappresentate dai cambiamenti climatici e dalla penuria di acqua e di energia fossile, e cita l’importanza di remunerare gli agricoltori per la fornitura di beni e servizi pubblici. La relazione prospetta anche la possibilità di introdurre a livello dell’UE elementi della politica di gestione integrata dei rischi. Infine, sottolinea l’importanza della ricerca e dell’innovazione e della necessità di attrarre nuovi giovani agricoltori nel settore, per far fronte alle sfide future.
Info: http://ec.europa.eu/ag…/agri-markets-task-force/index_en.htm

Speciale Lavoro nella progettazione europea, con professionisti che si occupano di tutte le attività necessarie alla realizzazione e alla presentazione dei progetti europei, per ottenere finanziamenti

Se sei interessato a lavorare in questo ambito professionale, consulta le offerte e candidati!

 

  • Kira srl è alla ricerca di Esperti in progettazione FSE e Fondi Interprofessionali per la redazione di piani di impresa e progetti industriali. Richiesta la capacità di scouting dei bandi comunitari, nazionali e regionali, l’abilità nel preparare i formulari ed i business plan per la partecipazione ai bandi, buona conoscenza della lingua inglese e della normativa comunitaria e nazionale in materia di Fondi strutturali. Candidati sul sito
  • Archidata è alla ricerca di un Esperto senior per assistenza sui Fondi strutturali per la sede di Milano. Richiesta una documentata ed approfondita conoscenza della normativa comunitaria e nazionale sui Fondi strutturali, cinque anni di esperienza nel ruolo, conoscenza dell’inglese, laurea. Candidati sul sito
  • Agriconsulting è alla ricerca di un Esperto senior per attività di Assistenza tecnica sui Fondi strutturali per la sede di Roma. Richiesta esperienza in programmazione, attuazione, monitoraggio, sorveglianza, controllo, comunicazione dei Fondi strutturali, conoscenza della normativa comunitaria e nazionale sui Fondi strutturali, cinque anni di esperienza nel ruolo, conoscenza dell’inglese, dell’italiano e, preferibilmente, del francese e del tedesco, possesso di una laurea e di un eventuale master. Candidati sul sito
  • Eurocreamerchant seleziona due Project Manager da inserire nella sede di Milano. Le risorse saranno inserite nel team di Europrogettazione impegnato su fondi diretti Europei. Le attività principali sono inerenti la gestione dei progetti Europei attualmente in corso, o che entreranno successivamente in vigore, e la stesura di nuove proposte. Si cercano persone competitive, orientate al risultato. Per maggiori dettagli sull’offerta consultare la pagina.

http://www.scambieuropei.info/speciale-lavoro-nella-progettazione-europea/

L’Accordo di Parigi entrerà in vigore grazie all’approvazione della sua ratifica da parte dell’Unione europea.

Il 4 Ottobre 2016 il Parlamento europeo ha approvato la ratifica dell’Accordo di Parigi da parte dell’Unione europea alla presenza del Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e del Presidente della COP 21 Ségolène ROYAL. Con tale approvazione è stato superato l’ultimo ostacolo e si è concluso il processo politico di ratifica dell’Intesa da parte dell’Unione europea.

Il Presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato:”Oggi l’Unione europea ha trasformato l’obiettivo ambizioso per il clima in Azione per il Clima…l’Accordo di Parigi è il primo del suo genere e non sarebbe stato possibile se non fosse stato per l’Ue…anche oggi abbiamo dato prova di leadership e dimostrato che, insieme, l’Unione europea può raggiungere risultati”.

Finora 62 parti, che rappresentano quasi il 52% delle emissioni globali, hanno ratificato l’Accordo di Parigi. Lo stesso entrerà in vigore 30 giorni dopo la ratifica da parte di almeno 55 parti che rappresentino il 55% delle emissioni globali. Grazie alla ratifica e al deposito dell’Ue si supera la soglia del 55% delle emissioni e quindi l’Accordo di Parigi entrerà in vigore.

L’Unione europea, che ha svolto un ruolo determinante nella costruzione della coalizione ambiziosa che ha reso possibile l’adozione dell’Accordo di Parigi, lo scorso Dicembre, è leader mondiale in materia di Azione per il clima. La Commissione europea ha già avanzato le proposte legislative per rispettare l’impegno dell’Ue a ridurre di almeno il 40% le emissioni nell’Unione europea entro il 2030.

Per saperne di più:

Testo integrale del comunicato stampa

Fonte:

Commissione europea – Rappresentanza in Italia.