“Patto di Amsterdam”: le città per una crescita sostenibile

Le città si trovano ad affrontare sfide comuni, quali favorire una crescita ecosostenibile e a basse emissioni, migliorare la qualità dell’aria, favorire una maggiore integrazione sociale dei migranti, garantire la disponibilità di alloggi a prezzi accessibili e il contrasto alla povertà urbana e per risolverle la Commissione europea punta alla creazione di forme di collaborazione e piani d’azione comuni tra gli insediamenti urbani. Queste sfide corrispondono ai principi fondamentali del “Patto di Amsterdam”, approvato il 30 maggio scorso durante una riunione tra i ministri responsabili di temi urbani, la Commissione e i rappresentanti delle altre istituzioni europee e delle città. Il patto costituisce il cuore dell’”Agenda urbana” dell’UE che mira a trovare soluzioni comuni per migliorare le aree urbane europee. La necessità dell’Agenda deriva dal fatto che tre europei su quattro, in maggioranza di età compresa tra i 20 e i 64 anni, vivono in città e che l’Europa è il secondo continente per livello di urbanizzazione dopo l’America Latina. Per questo motivo, le città contribuiscono al raggiungimento di obiettivi europei quali la crescita e posti di lavoro e sono dunque uno dei maggiori motori di crescita economica nell’UE. Nonostante ciò, il 24% degli abitanti è a rischio di povertà ed esclusione sociale. Il contesto urbano è stato inoltre inserito dalla Commissione europea tra le priorità della Politica di Coesione per il periodo 201 4-2020. Più di metà delle risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale saranno dedicate a questo scopo (80 miliardi) e circa 1 5 miliardi saranno assegnati proprio a strategie per uno sviluppo urbano sostenibile. In aggiunta, un network per lo sviluppo urbano creato dalla Commissione avrà lo scopo di esaminare l’utilizzo dei fondi europei da parte delle città e migliorare lo scambio di esperienze riguardo a pratiche innovative nel settore. L’agenda porterà nello specifico allo sviluppo di 1 2 partenariati su alcune particolari sfide dei contesti urbani. Essi permetteranno alle città, agli Stati membri, alle istituzioni europee, agli stakeholder e alle ONG di collaborare per trovare piani d’azione comuni volti a un’efficace e coerente implementazione delle politiche europee nel settore ambientale, dei trasporti e dell’occupazione. I partenariati permetteranno di ampliare la base di conoscenze riguardanti le sfide urbane e agevoleranno lo scambio delle pratiche migliori. Quattro dei dodici partenariati sono già iniziati e si stanno occupando dell’integrazione dei migranti e dei rifugiati, della qualità dell’aria, della disponibilità di alloggi a prezzi accessibili, e del contrasto alla povertà urbana. Le restanti iniziative saranno lanciate tra la fine del 201 6 e l’estate del 201 7. Infine, sono molte le sfide con una dimensione urbana che l’UE deve affrontare, come la povertà, la segregazione sociale e spaziale o il degrado ambientale ed è necessario rispondere puntando sullo sviluppo economico, sull’integrazione, sull’innovazione sociale e sull’efficienza energetica. Considerando il ruolo chiave degli insediamenti urbani nello sviluppo economico, sociale e culturale dell’UE ne deriva la necessità di coinvolgere maggiormente le città nell’ideazione e nell’implementazione delle politiche europee e l’approvazione del “Patto di Amsterdam” rappresenta un primo passo in questa direzione e verso la definizione dei principi guida per uno sviluppo urbano sostenibile e una transizione a un’economia a basse emissioni di carbonio.