Ritorno a Schengen: la Commissione propone una proroga dei controlli temporanei

 

La Commissione europea ha raccomandato al Consiglio di autorizzare gli Stati membri a mantenere per un ulteriore periodo di tre mesi i controlli temporanei attualmente in vigore presso determinate frontiere interne Schengen in Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia. Nonostante la graduale stabilizzazione della situazione e l’attuazione di una serie di misure proposte dalla Commissione per migliorare la gestione delle frontiere esterne e proteggere lo spazio Schengen, la Commissione ritiene che non siano ancora pienamente soddisfatte le condizioni della tabella di marcia “Ritorno a Schengen” che consentono di ritornare al normale funzionamento dello spazio Schengen. Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: “Sono stati fatti notevoli progressi verso l’abolizione dei controlli alle frontiere interne, che tuttavia devono essere ulteriormente consolidati. Per questo motivo la Commissione raccomanda di autorizzare gli Stati membri interessati a mantenere per altri tre mesi i controlli temporanei alle frontiere.” Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “Schengen è uno dei principali risultati dell’integrazione dell’Unione europea, ma non dobbiamo darlo per scontato. La Commissione europea è e rimane pienamente impegnata a collaborare con gli Stati membri per abolire progressivamente i controlli temporanei alle frontiere interne e tornare al più presto al normale funzionamento dello spazio Schengen, senza controlli alle frontiere interne. Purtroppo, però, l’obiettivo non è ancora stato raggiunto, anche se negli ultimi mesi abbiamo costantemente rafforzato le nostre misure per gestire la pressione migratoria senza precedenti a cui deve far fronte l’Europa. Raccomandiamo pertanto al Consiglio di autorizzare gli Stati membri a mantenere per altri tre mesi controlli temporanei limitati alle frontiere interne, a condizioni rigorose e solo come extrema ratio.” Negli ultimi mesi si sono registrati progressi significativi in termini sia di sicurezza e migliore gestione delle frontiere esterne che di riduzione della migrazione irregolare: con la nuova guardia di frontiera e costiera europea, operativa dal 6 ottobre 2016, ci stiamo dotando dei mezzi necessari per proteggere meglio le frontiere esterne dell’UE e reagire ai nuovi sviluppi. Grazie al sistema dei punti di crisi (hotspot), il tasso di registrazione e rilevamento delle impronte dei migranti che arrivano in Grecia e in Italia è ora quasi del 100%. Le future verifiche sistematiche nelle banche dati pertinenti per tutte le persone che attraversano le frontiere esterne, come proposto dalla Commissione, daranno un ulteriore con-tributo al rafforzamento delle frontiere esterne. Inoltre, la dichiarazione UE-Turchia ha portato a una netta diminuzione del nu-mero di migranti irregolari e richiedenti asilo che arrivano nell’UE. Tuttavia, un numero significativo di migranti irregolari e richiedenti asilo è ancora presente in Grecia e la situazione rimane fragile lungo la rotta dei Balcani occidentali, con un rischio potenzia-le di movimenti secondari. Inoltre, nonostante i notevoli miglioramenti nella gestione della frontiere esterne, ci vorrà più tempo perché alcune delle azioni individuate nella tabella di marcia “Ritorno a Schengen” siano pienamente realizzate e diano i risultati previsti. A partire da febbraio 2017 le operazioni della guardia di frontiera e costiera europea assisteranno la Grecia lungo la sua frontiera esterna settentrionale. La tendenza costante al conseguimento di risultati nell’attuazione della dichiarazione UE-Turchia deve essere mantenuta e la piena applicazione delle norme Dublino in Grecia deve riprendere gradualmente a partire dalla metà di marzo. Nonostante i notevoli progressi compiuti, il lavoro in corso e la situazione in loco indicano il persistere di queste circo-stanze eccezionali. La Commissione ritiene pertanto giustificato autorizzare gli Stati membri interessati, in via precauzionale e solo dopo aver vagliato misure alternative, a prorogare gli attuali controlli limitati alle frontiere interne, come misura eccezionale, per un ulteriore periodo limitato a tre mesi, nel rispetto di condizioni rigorose. Questi controlli, in particolare, devono essere mirati e limitati, in termini di portata, frequenza, ubicazione e tempi, a quanto strettamente necessario. I controlli riguardano le stesse frontiere interne oggetto della raccomandazione del Consiglio dell’11 novembre 2016: Austria: alla frontiera terrestre tra Austria e Ungheria e alla frontiera terrestre tra Austria e Slovenia; Germania: alla frontiera terrestre tra Germania e Austria; Danimarca: nei porti danesi da cui partono i collegamenti via traghetto con la Germania e alla frontiera terrestre tra Danimarca e Germania; Svezia: nei porti svedesi nella regione meridionale e occidentale di polizia e al ponte di Öresund; Norvegia: nei porti norvegesi da cui partono i collegamenti via traghetto con la Danimarca, la Germania e la Svezia. Prossime tappe Il Consiglio dovrà prendere una decisione in base a questa proposta di raccomandazione. La necessità, la frequenza, l’ubicazione e i tempi dei controlli dovrebbero continuare ad essere riesaminati ogni settimana, adeguando i controlli al livello della minaccia ed eliminandoli progressivamente ove opportuno. Gli Stati membri continueranno a riferire prontamente, su base mensile, alla Commissione sulla necessità di effettuare i controlli. La Commissione riconosce inoltre che negli ultimi anni sono emerse nuove sfide in materia di sicurezza, come dimostra il recente attentato terroristico di Berlino. In tale contesto, sebbene il quadro giuridico attuale abbia permesso di affrontare i problemi incontrati finora, la Commissione sta valutando se sia adeguato per affrontare le nuove sfide in materia di sicurezza. Contesto: Le gravi carenze nella gestione delle frontiere esterne da parte della Grecia in quel periodo e l’alto numero di migranti non registrati e richiedenti asilo presenti in Grecia che avrebbero potuto tentare di spostarsi irregolarmente in altri Stati membri avevano creato circostanze eccezionali che rappresentavano una grave minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza interna e mettevano a rischio il funzionamento generale dello spazio Schengen. Il 25 ottobre 2016 la Commissione ha proposto di autorizzare gli Stati membri a mantenere per altri tre mesi i controlli temporanei alle frontiere interne, a condizioni rigorose e con l’obbligo per gli Stati membri interessati di riferire dettagliatamente ogni mese sui risultati ottenuti . La Commissione ritiene che non siano ancora pienamente soddisfatte le condizioni della tabella di marcia “Ritorno a Schengen” che consentono di ritornare al normale funzionamento dello spazio Schengen. Il Consiglio ha adottato la proposta della Commissione l’11 novembre 2016. La proposta di raccomandazione presentata dalla Commissione non pregiudica ulteriori possibilità offerte a tutti gli Stati membri, compresi i cinque Stati membri interessati, dalle norme generali per il ripristino temporaneo del controllo alle frontiere interne qualora insorgesse un’altra grave minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza interna non collegata alle gravi carenze nella gestione della frontiera esterna.